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Eugenio Borgna Eugenio Borgna Le psicosi sono le forme più gravi di turba psichiatrica. Proprio intorno a questa forma così inquietante e sfuggente (il cui ventaglio di manifestazioni è vastissimo) si snoda il discorso di Borgna. Oggi è di moda, anche se già si sentono i primi segnali di inversione di rotta, l'interpretazione naturalistica della malattia mentale. Le cause prime andrebbero associate a un malfunzionamento dei centri cerebrali e le cure dovrebbero incentrarsi su terapie chimiche (farmaci) o di tipo affine (elettroshock). Questa impostazione è spesso viziata da motivi tutt'altro che scientifici. L'organizzazione sanitaria del nostro paese come di altri, tra cui gli Stati Uniti, non è in grado di sopportare i costi (anni di psicoterapia) di una psichiatria più umana. Eugenio Borgna, pur dichiarando che l'ausilio di farmaci può essere indispensabile quando si tratta di psicosi e non di nevrosi, difende la necessità di porsi in relazione con il paziente e di 'penetrarne' il mondo. (IV di copertina) . [NdR] Si tratta di un libro indiscutibilmente impegnativo e sicuramente "difficile" per chi è a digiuno di psichiatria ma, a mio avviso, molto chiaro, dove l'autore, si affida a una interpretazione fenomenologica della patologia nel senso Husserliano del termine, intendendo con ciò affermare un approccio più umano che specialistico nei riguardi delle persone affette da disturbi della personalità.[Utilizza il MODULO RICERCA LIBRI per ordinarlo su Bol.it]
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