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Paul Klee

Paul Klee
Paul Klee
Citazione

“L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.”

 Nato a Münchenbuchsee nei pressi di Berna il 18 dicembre 1879 e morto a Muralto (Svizzera) il 29 giugno 1940

 Opere

Diari  1898-1918

Edizione italiana (prefazione di G. C. Argan con una nota di Felix Klee), traduzione italiana di A. Foekel, Milano, Il saggiatore, 1990

Album pedagogico di schizzi

(1925), edizione italiana a cura di M. Lupano, Firenze, Vallecchi, 1979

Il pensatore figurativo - Teoria della forma e della figurazione – vol. I

(1956),a cura di Jürg Spiller, edizione italiana  a cura di M. Spagnol e R. Sapper, traduzione italiana di M. Spagnol e F. Saba Sardi, Milano, Feltrinelli, 1959

Storia naturale infinita - Teoria della forma e della figurazione - vol.II

Storia naturale infinita, trad. it. di C. Mainoldi, Milano, Feltrinelli, 1970

Vita

Paul Klee nasce a Münchnbuchsee nel 1879. Dopo gli studi classici si trasferisce a Monaco per studiare disegno all’accademia, dopo lunghe esitazioni tra musica, pittura e poesia. Il suo spirito nordico e la sua formazione romantica lo spingono a viaggiare verso i luoghi della classicità e della grande arte del passato: nel 1901 l’artista visita l’Italia, in un viaggio di sei mesi visita Milano, Genova, Livorno, Pisa, Roma, Napoli e Firenze. Nel 1908 partecipa con alcuni disegni alla mostra internazionale della secessione di Monaco, dove resta profondamente impressionato dalle opere Cézanne. Nel 1911 dopo l’incontro con Kandinsky e August Macke, aderisce alla seconda rassegna del gruppo “Der Blaue Reiter” a Monaco con i quali nasce una buona amicizia.  Nell’aprile del 1914 Klee, Macke e Moilliet, si reca in Tunisia. Nel corso del soggiorno tunisino, il 16 aprile, scrive nel proprio diario:

“Interrompo il lavoro. Un senso di conforto penetra profondo in me, mi sento sicuro, non provo stanchezza. Il colore mi possiede. Non ho bisogno di tentare di afferrarlo. Mi possiede per sempre, lo sento. Questo è il senso dell’ora felice: io e il colore siamo un tutt’uno. Sono un pittore.”

 Tra il 1916 e il 1918 Klee viene chiamato alle armi dove rimarrà fino alla fine del conflitto.

Nel 1920 Walter Gropius, direttore del Bauhaus, chiama Klee ad insegnare a Weimar. Il 10 gennaio 1921 inizia le sue lezioni a Weimar, un luogo importantissimo per la storia e la cultura della  Germania e in questi anni è anche la capitale della Repubblica tedesca.

Nel 1924 la scuola chiude per poi riaprire i battenti a Dessau, 4 anni più tardi Klee otterrà il titolo di professore.Nel 1931 termina la sua attività presso il Bauhaus, l’anno successivo ottiene una cattedra all’Accademia di Düsseldorf.Nel gennaio del 1933 Hitler diviene cancelliere del Reich, viene in seguito richiesto all’artista di certificare la propria origine ariana, nello stesso tempo viene licenziato senza preavviso dall’Accademia. Farà quindi ritorno in Svizzera nella casa di famiglia. Nel 1935 si manifestano i primi sintomi della malattia che lo condurrà 5 anni più tardi alla morte.

Nel 1937 si apre a Monaco l’espressione di “arte degenerata”, Klee è presente alla mostra, con diciassette sue opere, additate come altrettanti esempi di una forma di espressione considerata alla pari di quella dei malati di mente. Almeno un centinaio di opere vengono ritirate dalle collezioni tedesche perché non considerate conformi ai dogmi nazisti. Nei suoi ultimi cinque anni di vita Klee la sua produzione si intensifica, 213 opere. Nelle sue ultime immagini, dominano figure di angeli, quasi un presagio dell’approssimarsi dell’aldilà. A causa dell’aggravarsi della sua malattia, Klee muore nell’ospedale di Muralto il 29 giugno. Sulla sua lapide sono incise le sue proprie parole:

 “In questo mondo non posso essere assolutamente compreso. Perché io sto bene presso i morti come presso i non nati. Più vicino che non di consueto al centro della creazione. Ma non ancora abbastanza vicino.”

 Pensiero

Entrare nell’universo di Klee è un’esperienza indimenticabile: è un modo di avvicinarsi alla storia dell’arte, ma è anche qualcosa di più. È l’occasione di capire quante cose può dirci un’immagine, quante forme può assumere un pensiero. La curiosità per ogni aspetto del reale, l’impegno in ogni ambito del sapere e la convinzione che l’arte figurativa sia una forma di conoscenza. Klee in particolare si interessa alle attività grafiche dei bambini: gli appaiono come i primi atti di un pensiero che procede per immagini invece che per concetti e che può giungere a vertici supremi della poesia e della filosofia.
Per Klee l’arte è sempre comunicazione intersoggettiva per immagini, estetica: egli aspira a trasmettere l’immagine allo stato puro, senza privarla della sua soggettività, e le offre la materia in cui diventare consistente, concreta; e ogni volta la materia è diversa, passando dal tratto a penna all’incisione, dall’acquerello al colore ad olio.

La sua razionalità si esprime tutta all’interno delle forme dipinte, attraverso le quali va alla ricerca di un modello di comprensione del mondo. Questa sua visione del mondo si basa essenzialmente su una radicale contrapposizione di “spirito” e “corpo”, una scissione che nel suo caso si può anche delineare con i concetti di “bene” e “male”: profondità e tragedia si nascondono dietro una giocosa e distaccata levità formale.

Klee riesce a produrre qualcosa di straordinariamente autentico: di un quadro riesce a fare un evento, qualcosa che accade sotto gli occhi dello spettatore, sorprendendolo, sollecitandone la coscienza, spingendolo a cercare la chiave di lettura nella propria coscienza.

Una delle tappe fondamentali nella vita di Klee è il viaggio in Tunisia,qui l’artista scopre la calda luce del Mediterraneo, le atmosfere intense, i profumi, i sapori, i colori infuocati di un paesaggio incantato. Nella sua produzione artistica  matura una svolta e le sue opere si caricano di colore.

 C’è una lezione di Klee che spiega molto chiaramente il suo modo di intendere la pittura. Per raccontare il modo in cui l’artista trae ispirazione dalla realtà, senza tuttavia farne una copia, Klee usa la metafora dell’albero, e dice più o meno così: “paragoniamo le radici di un albero alla natura, alla realtà visibile; l’artista è il tronco; l’opera è il fogliame. L’artista riceve la sua linfa – il suo nutrimento, la sua ispirazione – dalla visione della natura e della realtà.

 Ma questa visione, quando si riproduce nell’opera, non è una copia della realtà stessa. Le foglie non assomigliano alle radici! È uno sviluppo  ulteriore di ciò che l’artista ha visto, e rappresenta la sua visione personale, unica e irripetibile.

 L’opera di Klee si muove nella linea dell’espressionismo, si tratta però di una visione del tutto particolare di questo movimento artistico: se gli espressionisti attingono alla realtà visibile per deformarla violentemente, per lanciare “un grido di dolore”, per universalizzare un dramma personale, Klee, che si definisce  “prestigiatore” che di tanto in tanto apre uno spiraglio sui suoi giochi sbalorditivi, è convinto che l’arte non renda il visibile ma riveli. 

“L’arte è una similitudine della creazione. Essa è sempre un esempio, come il terrestre è un esempio cosmico.”

 Influenze

Paul Klee si lega ad un gruppo di artisti che, come lui, sono alla ricerca di nuove forme espressive, di un nuovo modo di fare pittura. Questi artisti intendono raffigurare ciò che non è visibile, ciò che risiede nel mondo dello spirito e dell’immaginazione. Tra questi artisti vi era Kandinsky considerato il fondatore dell’astrattismo, di origine russa, ma trasferitosi in Germania. Nel 1903 Kandinsky ha dipinto un quadro dal titolo Il cavaliere azzurro: è un’immagine simbolica e densa di significato. Il cavaliere dal manto  azzurro è il simbolo della spiritualità; la sua figura guida la sfrenata energia del cavallo, simbolo dell’istinto e della passione. I pittori condividono la sua concezione dell’arte come veicolo di contenuti spirituali, tutti insieme decidono di usare il titolo di quell’opera come nome per il loro gruppo, che si chiamerà Blaue Reiter. Il mondo delle favole, la religiosità spontanea e immediata delle popolazioni primitive e lo spirito del romanticismo tedesco animano le immagini dipinte da questi artisti. Klee dà il suo personalissimo contributo all’avventura del Cavaliere azzurro.

Paul Klee fu fortemente influenzato da Wassili Kandinskij e dalla sua opera, soprattutto per quel che riguarda la musica come fonte d'ispirazione. Ciò che differenzia Klee da Kandinskij è che Klee applica le regole compositive della musica alla pittura al fine di ottenere una teoria armonica equivalente a quella musicale, così da avere una vasta possibilità di sviluppo e di combinazioni.

 Glossario

Surrealismo

 

Il surrealismo ebbe origine in Francia negli anni Venti. Secondo il suo principale teorico, André Breton, aveva lo scopo di risolvere le condizioni precedentemente contraddittorie di sogno e realtà: un obiettivo raggiunto con una grande varietà di mezzi. I pittori dipingevano scene inquietanti e prive di logica con precisione fotografica, creavano strane creature formate da oggetti di uso quotidiano o sviluppavano tecniche per liberare l'inconscio. I quadri surrealisti, seppure figurativi, rappresentavano un mondo "altro", con immagini che spaziavano da una serenità onirica a fantasie da incubo.

Espressionismo

L'espressionismo è una corrente artistica di origini tedesche risalente agli inizi del ‘900. L'espressionismo nasce dalla necessità di numerosi artisti di esprimere attraverso la pittura i sentimenti più intimi, passionali. La pittura espressionista si caratterizza per l'utilizzo di colori forti, intensi, violenti e irreali, stesi con pennellate aggressive e ricche di vitalità, utilizzando la tela come specchio per rappresentare le proprie emozioni. Il principale esponente della pittura espressionista è Vincent Van Gohg, maestro per molti artisti di questa corrente che da lui traggono le principali tecniche di utilizzo del colore dalla sua frenetica pittura. Tra gli altri grandi maestri del ‘900, troviamo Munch nel suo celebre "l'urlo", significativa opera di impronta espressionista. La corrente espressionista sconvolge notevolmente la visione dell'arte, in quanto è preceduta da movimenti che associano all'arte il concetto di chiarezza e semplicità. Una ventata di colore che stravolge i canoni artistici di inizio ‘900.

Astrattismo

Corrente artistica che intende rappresentare, con linee, forme e colori, il mondo interiore dell'artista, al di fuori di qualsiasi rapporto con l'aspetto oggettivo della realtà. Nata intorno al 1910 dalle ricerche di F. Kupka e di W. Kandinskij, che, con P. Mondrian, C. Malevič, T. Van Doesburg, P. Klee e F. Léger, ne è stato uno dei maggiori rappresentanti, l'arte astratta ha avuto enorme diffusione in tutte le nazioni e ha dato origine a numerose correnti d'avanguardia: dall'arte informale di Wols al concretismo astratto di R. Birolli ed E. Vedova; dal nuclearismo di F. Depero all'action painting di J. Pollock; dall'espressionismo astratto di F. Kline allo spazialismo di L. Fontana, al surrealismo astratto di A. Gorky, ecc.

 

 

 

 

 
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