Augusto Boal  Augusto Boal Citazioni
"Tutti i giorni sono movimentati millecinquecento miliardi di dollari in scala mondiale e solo uno per cento di questi servono alla creazione di ricchezze" ci informa Le Monde Diplomatique; "il resto, il 99 per cento sono per azioni speculative che cercano soltanto il profitto. Questa cifra astronomica è così "moderna" come il pagamento del debito esterno... senza un controllo dei paesi che lo pagano. Ma la crudeltà del potere imperiale ha la barba bianca." "In un mondo di odio e di rancore, di spinte violente e azioni brutali, la Bontà è un invenzione umana, non nasce spontanea come i fiori selvaggi. Deve essere insegnata e imparata... ma l'essere umano è un cattivo maestro e un pessimo allievo. Questa è la nostra vasta, immensa missione: dobbiamo allontanarci dalla nostra natura selvaggia e creare una cultura in cui la bontà sia possibile e la solidarietà un fatto godibile da tutti." "La commercializzazione è la fine dell'arte..."
Nato a Rio de Janeiro (Brasile) nel 1931 e tuttora in vita. Opere teatrali "Il teatro degli oppressi" Milano Feltrinelli 1977 "Il poliziotto e la Maschera" La Meridiana 1993 "L'arcobaleno del Desiderio" La Meridiana 1995 Alcune opere scritte: Arena conta Tirandentes - 1967 Categorias de teatro popular - 1972. Teatro do Oprimido e outras poèticas - 1985. Hamlet e o filho do padeiro - 2000 Vita La sua formazione ingeniere chimico (dottorato nell'università Columbia verso la fine degli anni '40) non impedisce alla sua passione per il teatro di crescere in lui. Dopo gli studi torna in Brasile a lavorare al teatro Arena di Sao Paulo (nel quale diventerà anche direttore) dove può sperimentare diverse forme drammatiche che hanno un impatto significativo sulla pratica tradizionale, introducendo il metodo Stanislavsk per la formazione dell'attore (metodo basato sulla capacità dell'attore d'identificarsi con il personaggio, di provare i suoi stessi sentimenti, evitando però di cristallizzare la recitazione in un modello standard). Le sue prime opere teatrali rispettano la forma classica ma trattano contenuti popolari, temi sociali sentiti dal popolo. Torna in BRasile in un periodo di ferimento politico. Il paese è governato da una coalizione socialdemocratica che affronta le riforme sociali ed economiche da sempre negate dalle classi dominanti, l'oligarchia, i militari e l'imperialismo. Il lavoro di Boal nei primi anni '60 delineò un teatro radicale e d'opposizione in grado di coinvolgere strati di popolazione analfabeta. Tutto ciò avvenne sulla scia del movimento di liberazione guidto da Paulo Freire che vedeva, nel processo di analfabetizzazione, la grande opportunità per favorire una coscientizzazione dell'oppresso. Le tecniche di questo teatro a partecipazione, a cui Boal diede il nome di Teatro dell'oppresso, furono perfezionate dall'artista brasiliano a partire dal 1971 (data nella quale venne espulso dal Brasile) nei suoi soggiorni in Argentina, Perù, ed Europa (in Francia dove risiede tutt'ora dal 1977). Oggi il teatro dell'oppresso è diffuso in tutto il mondo ed è diventato allo stesso tempo mezzo di conoscenza e linguaggio. Altre tecniche fondamentali del metodo teatrale elaborato da Boal sono: il teatro dell Invisibile (vedere Glossario, il teatro legislativo (ha con obiettivo di aiutare i legislatori a creare o cambiare leggi grazie al metodo del Teatro dell'oppresso). Vi sono poi i Giochiesercizi (gli esercizi per la crazione di personaggi) i codici, rituali e la Maschera Sociale. Grazie ad Augusto Boal, con l'interazione del teatro dell'oppresso, lo spettatore diventa protagonista dell'azione drammatica, nella speranza di renderlo protagonista della propria vita, "attore" della propria difficile storia. Pensiero Il teatro dell'oppresso è un metodo che propone di rendere lo spettatore protagonista dell'azione scenica come preliminare affinchè sia protagonista della propria vita. È basato sull'ipotesi che "tutto il corpo pensa", cioè su una concezione dell'uomo visto come interazione reciproca di mente, corpo ed emozioni. Con questo metodo lo sviluppo della teatralità diventa uno strumento di liberazione collettiva, in quanto l'auto-consapevolezza della persona è resa possibile dallo specchio multiplo fornitole dagli altri. Per tanto permette di affrontare percorsi educativi formativi in modo attivo, partendo dalla percezione sensoriale, dall'espressione analogica per arrivare ad un'elaborazione verbale basata sull'esperienza. L'atteggiamento pedagogico è di tipo non giudicante ma attento alle differenze e basato su un ascolto comprensivo. Il teatro dell'oppresso ha sempre lottato contro una realtà violenta, cercando di dimostrare che tutta la gente è teatro anche se non fa teatro e che il teatro può essere luogo non soltanto per pensare al passato e conoscere meglio il presente ma sopratutto per preparare il futuro. Influenze La maggior influenza nelle opere di Boal l'ha avuta Paolo Freire, nato il 19 settembre 1921, esso era promotore della più grande campagna di alfabetizzazione delle persone disagiate. Le opere che ha scritto sono: Pedagogia degli oppressi, 1970 L'educazione come pratica per la libertà, 1967 L'educazione in città, 1991 Pedagogia della speranza,1992 Lettera a Cristina, 1994 Politica e educazione, 1993 Pedagogia dell'autonomia, 1997 Freire si è occupato per tutta la vita dell'educazione del popolo oppresso, tanto che, nel 1963, viene accusato di attività sovversiva quindi arrestato ed espulso dal paese. Da quel momento fino alla morte (76 anni) si è occupato, attraverso varie associazioni mondiali dell'educazione dei popoli del terzo mondo. Nel metodo teatrale di Boal ha avuto influenza anche Stanislavsk Associazioni, riviste, siti WEB http://www.semana3.hpg.ig.com.br/arquivo/ed3/teatro.htm http://www.hipernet.ufsc.br/foruns/psicodrama/documentos/teatro/oprimido/boalbio.htm http://www.peacelink.it/users/giolli/giolli_fr/node5.html http://www.wwcd.org/action/Boal.html http://www.northernvisions.org/boal.htm Glossario Teatro dell'oppresso: è un teatro senza regole specifiche e ralizzato per mezzo di un insieme di esercizi i quali insegnano l'essere umano ad utilizzare uno strumento che si possiede ma del quale non si è a conoscenza. L'uomo ha dentro di sè questa caratteristica teatrale e questo tipo di teatro libera queste capacità e gli insegna a dominarle. È la scoperta di un desiderio e la porva che questo desiderio è realizzabile (tratto dalle parole di Boal ad un intervista nel 23 agosto 1997). Il teatro dell'oppresso ha quattro caratteristiche importanti: - Conoscere il corpo: attraverso una serie di esecizi conoscere il proprio corpo, i limiti, le capacità e le deformazioni causate dall'ambiente sociale e scoprirne la possibilità di recupero.
- Modellare il corpo: in modo espressivo, si tratta di una serie di giochi che permettono di esprimersi abbandonando le espressioni quotidiane.
- Il teatro come linguaggio: Il teatro è vivo, non ci sono grandi coppioni da seguire, è un linguaggio che si evolve con l'evolvere della storia, non si mostra un prodotto finito. Sono gli spettatori che "scrivono la storia" mentre gli attori recitano, gli spettatori interagiscono direttamente, essi fanno parte dell'azione drammatica e fanno parte della rappresentazione scenica.
- Il teatro come discorso: forme semplici con le quali lo spettatore-attore presenta spettacoli secondo le proprie necessità di discutere diversi temi o provare diverse emozioni.
Teatro "invisibile" Il teatro invisibile fu cosi chiamato perchè era fatto nelle vie e i protagonisti della scena erano anche alcuni abitanti del luogo che liberamente potevano intervenire nelle scene. Era difficile capire che quella fosse una piece teatrale. |