EDUCAWEB: spazio virtuale di incontro sociosanitario ed educativo

mercoledì 18 ottobre 2017

mercoledì 18 ottobre 2017
Home
Notizie
LINKS
Mappa del sito
Tutti i contenuti
Cerca
Licenza Joomla
Psichiatria
Educativo
Guest Book
Download Files
Calendario e Appuntamenti
Libri e pubblicazioni
Meteo
NEWS Salute
Disclaimer medico




by Zippy
Advertising - Pubblicità
Celéstin Freinet PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Celéstin Freinet

Celéstin Freinet
Celéstin Freinet
Gars, 15 ottobre 1896 – Vence, 8 ottobre 1966

Opere o Scritti principali

In Italia di Freinet sono uscite le seguenti pubblicazioni:

Nascita di una pedagogia popolare, (1949), tr. it., Roma, Editori Riuniti, 1973.

I detti di Matteo (Una moderna pedagogia del buon senso), (1959), tr. it., Firenze, la Nuova Italia, 1962.

La scuola moderna, (1946), tr. it., Torino, Loescher, 1963.

Le mie tecniche, (1967), Firenze, La Nuova Italia, 1971.

Il metodo naturale. L'apprendimento della lingua, (1968), tr. it., Firenze, La Nuova Italia, 1971.

Saggio di psicologia sensibile (applicata all'educazione), (1950-1968), tr. it., Firenze, Le Monnier, 1972.

La scuola del popolo, (1969), tr. it., Roma, Editori Riuniti, 1973.

L'apprendimento della lingua secondo il metodo naturale, (1970), Firenze, La Nuova Italia, 1974.

L'educazione del lavoro, (1967), Roma Editori Riuniti, 1977.

La scuola del fare. Principi (vol. I), Metodi e tecniche (vol. II), tr. it., Milano, Emme Ed., 1977-78.

L'apprendimento della scrittura, (1971), tr. it., Roma, Editori Riuniti, 1978.

L'apprendimento del disegno, (1969), tr. it., Roma, Editori Riuniti, 1980.

 Vita

Celéstin Freinet nacque in un paesino di montagna delle Alpi Marittime nel 1896 da una famiglia di contadini. Frequentò la Scuola Normale e ne uscì nel 1915 con il diploma di maestro, ma chiamato alle armi, nel 1916 rimase gravemente ferito ad un polmone e trascorse quattro anni di convalescenza in ospedale, apparentemente destinato alla condizione di grande invalido di guerra con diritto alla pensione massima. Freneit rifiutò questa condizione e nel gennaio 1920 fu nominato maestro di scuola elementare a Bar-sur-Loup.

Nel 1923 riprese a studiare iscrivendosi alla facoltà di Lettere, ottenuta la laurea rifiutò la nomina di insegnante alla scuola superiore di Brignoles perché intenzionato a lavorare con i bambini.

Nel 1926 si riunì attorno a Freinet un gruppo di maestri interessati ai suoi metodi di insegnamento.

Nel 1928 venne fondata la CEL (coopérative de l’enseignement laïc), che a distanza di due anni contava già un centinaio di insegnanti, a questa si affiancò nel 1948 l’associazione I.C.E.M. (Institut Coopératif de l’Ecole Moderne) e nel 1957 la F.I.F.M. (Fédération Internationale des Mouvements d’Ecole Moderne).

Nel 1930 Freinet si sposò con Elise, conosciuta nel 1926, fu una preziosa collaboratrice e si occupò in particolare delle attività artistiche con la rivista “L’art infantin”.

Il matrimonio venne celebrato alla scuola Statale di Saint Paul, (la città era divisa in due nuclei: da una parte quello ricco e dall’altra il nucleo povero).

Le idee innovative di Freinet il suo attaccamento alla scuola laica, unite alle pressioni che il maestro esercitava sul sindaco affinché mantenesse decorosamente l’edificio scolastico, provocarono l’ostilità della parte bene e ricca del paese, a seguito di questi episodi nel 1933 Freinet venne trasferito d’ufficio, ma non accettò il provvedimento e si dimise dalla scuola statale Francese.

Nell’autunno del 1935 si trasferì in una collina di fronte a Vence e con l’aiuto volontario dei lavoratori delle zona, costruì in mezzo alla natura i primi edifici dell’Ecole Freinet, senza classi ma con laboratori, un grande orto e molti spazi all’aperto per gli alunni.

Nel 1939, allo scoppio della seconda guerra mondiale, Freinet venne arrestato e internato nel campo di Saint-Maximin.

La scuola di Vence fu chiusa dalle autorità ed Elise dovette fuggire.

Sotto il regime di Pétain l’attività della CEL cessò del tutto.

In condizione di prigionia Freinet abbozzò le sue opere maggiori che terminò anni dopo.

Liberato nel 1941, ma sorvegliato, si diede alla macchia ed entrò in contatto con le forze della Resistenza.

Nel dopoguerra riprese l’attività della CEL e della scuola di Vence.

Célestine Freinet morì a Vence nel 1966

 Pensiero

Quando inizia l’attività di maestro Freinet è un giovane di 23 anni, con importanti difficoltà polmonari che lo sollecitano all’elaborazione di tecniche che gli permettano di affaticarsi meno.

L’aula che lo accoglie è simile a tante di quell’epoca: disposizione dei banchi in file rigide, predella per il maestro, muri quasi spogli ad eccezione della carta geografica della Francia e alcuni cartelloni del sistema metrico.

L’ambiente chiuso e malsano della classe gli impedisce di svolgere l’insegnamento e si accorge che le lezioni tradizionali affaticano sia lui che i suoi alunni.

Nasce in Freinet l’esigenza di modificare in modo incisivo e profondo i contenuti ed i metodi di insegnamento vigenti all’epoca: verbalistici, nozionistici, impartiti da un maestro sostanzialmente autoritario e repressivo: per Freinet quel metodo di lavoro è fallimentare.

Decide allora di eliminare la predella della cattedra, (che gli servirà per la costruzione della tipografia), per discendere allo stesso livello degli scolari e diventare per loro il

compagno/educatore, instaurando un clima di maggiore familiarità, e per aprire la scuola alla vita inizia ad accompagnare tutti i giorni i suoi alunni ad esplorare l’aperta campagna e a visitare le botteghe degli artigiani.

Secondo il pensiero di Freinet occorre una “pedagogia popolare”, che riconosca la validità culturale, almeno come base di partenza, agli interessi infantili popolari, senza pretendere di sostituirli subito con gli interessi previsti dai programmi scolastici ufficiali.

La preoccupazione di Freinet era come interessare i suoi alunni alla lettura e alla scrittura quando queste attività li lasciavano del tutto indifferenti, interessati invece, a seconda delle stagioni e del momento, a lumache, insetti, cicale ed altri aspetti dell’ambiente che li circondava.

Iniziò ad elaborare allora delle “tecniche pedagogiche”, fondamentalmente riconducibili a tre: il “testo libero”, che permetteva al bambino di scrivere spontaneamente e quando ne sentiva il bisogno, le proprie idee e sentimenti emersi dalle attività scolastiche sperimentate.

Freinet declinava l’importanza della scrittura nella nascita del desiderio stesso dello scrivere nel bambino.

Per lui rimproverare il bambino per gli errori di grammatica e dare un voto negativo significava romperne l’incanto.

La seconda tecnica era quella del “calcolo vivente”, che consisteva nel motivare l’apprendimento e l’esercizio aritmetico partendo dalla soluzione dei problemi matematici posti dalla classe di scolari.

La terza tecnica era la “tipografia scolastica”, secondo il pensiero di Freinet i bambini apprendevano a riflettere, a leggere e a scrivere maneggiando i caratteri tipografici, allineandoli sul regolo, stampando testi riletti e corretti in seguito assieme all’educatore, da questa tecnica nasce l’idea del “libro di vita”, chiamato oggi giornalino scolastico.

Un’altra innovazione ideata da Freinet è stata quella della “corrispondenza interscolastica”, essa permetteva di rompere l’isolamento degli scolari che vivevano in aperta campagna, va ricordato che ai tempi del pedagogista non vi erano ancora la radio e la televisione.

I documenti raccolti dagli alunni servivano alla creazione degli “schedari scolastici”, il loro contenuto spaziava dalla geografia, alla storia, dalla scienza alla letteratura.

Gli schedari erano destinati ad arricchirsi incessantemente, dando vita ad autentiche enciclopedie infantili di carattere scientifico.

 La genialità di queste tecniche risiede nel fatto che, combinate in modo da rispondere alle diverse esigenze dell’ambiente e degli allievi, possono creare differenti soluzioni didattiche.

Freinet dà molta importanza all’aspetto comunicativo e cooperativo.

Soprattutto la cooperazione caratterizza la pedagogia popolare, sottolineando l’importanza del lavorare insieme come clima e come necessità tecnica (rielaborazione personale dei concetti della scuola d’ispirazione socialista).

Da qui nasce una linea pedagogica che per quanto possibile non si basa sulla trasmissione della cultura già strutturata a favore di un processo di apprendimento naturale, “a tentoni” (Claparède), “per prove ed errori” (Thorndike), dove la guida del maestro è altrettanto necessaria di quella del gruppo dei “cooperatori”.

 Influenze

Freinet fu influenzato dalle correnti dell’educazione nuova che facevano capo a Claparède, Ferrière, Cousinet e all’Istituto J.J. Rousseau, (nonché da Marx, Engels e Lenin).

Ne colse l’ispirazione di fondo, ma la trovò troppo teorica e “sterilizzata”, legata ad una rappresentazione dell’infanzia che non differenzia il bambino benestante di città da quello povero e scalzo del paesino di montagna: secondo Freinet tale rappresentazione non tiene conto del secondo ma si modella sulla figura del primo, decise quindi che la sua scuola non sarebbe stata “élitaria”, ma una scuola per tutti.

 Associazioni

La pedagogia di Freinet fu ripresa in Italia nel 1951 da un gruppo di insegnanti che prese il nome di M.C.E. (movimento di cooperazione educativa), fondatore fu Giuseppe Tamagnini.

Il M.C.E. ebbe notevole successo e diede avvio alla pubblicazione del “Bollettino di Cooperazione Educativa”, (tuttora edito).

Oggi tale movimento aderisce alla F.I.M.E.M. (Federazione Internazionale dei Movimenti di Educazione Moderna), che raggruppa e mette in interazione associazioni della “Pedagogia Freinet” presenti in tutti i continenti.

 Siti Internet

http://www.mce-fimem.it

http://www.psychomedia.it

http://www.ecn.org

http://www.enaiprimini.org

http://www.freinet.org

 Glossario

Pedagogia popolare (partire dal concreto per trovare il procedimento concettuale/scientifico)

Tipografia (stampa di testi )

Testo libero (testo spontaneo redatto dal bambino)

Cooperazione educativa (cooperazione democratica tra allievi e maestro)

Classe laboratorio (ambiente conforme alle tecniche di Freinet)

Calcolo vivente (problemi matematici posti dalla vita di classe)

Maestro compagno/coordinatore (il maestro non esercita autorità repressiva ma collabora con i suoi alunni)

Tecniche pedagogiche (nuovi strumenti operativi diversi dai metodi astratti)

 
< Prec.   Pros. >
I testi e i materiali pubblicati, o comunque messi a disposizione su questo sito, sono utilizzabili dietro citazione della fonte, secondo la Licenza Creative Commons "Attribuzione - Non Commerciale - Condividi allo stesso modo" e salvi i diritti esclusivi spettanti a terzi ai sensi di legge. Chiunque lamenti violazioni di diritti esclusivi o altri abusi può chiederne la rimozione dal sito scrivendo al WEBMaster dalla sezione CONTATTI, indicandone la motivazione. Oppure mailto:educaweb(at)altervista (dot)org
qdroid
Covo dei Briganti, non è il solito agriturismo! - Si trova nella Tuscia, un angolo di Lazio tra la Toscana e l'Umbria. Puoi mangiare alla Cantina del Mago e rimarrai stupito!
Sostieni il sito!

Enter Amount:

Frase del giorno
PHOTOS
© 2017 EDUCAWEB: spazio virtuale di incontro sociosanitario ed educativo