 E. Kubler Ross Secondo E. Kubler Ross ci sono cinque fasi attraverso le quali il malato passa prima di accettare la morte. Prima fase: IL RIFIUTOIl rifiuto è l'isolamento sono la diretta conseguenza della conoscenza della prognosi infausta. In questa fase il malato continua a ripetere a se stesso: "Non può essere vero, io no". In un primo momento egli fa finta di niente ed allontana dai suoi pensieri la crudele verità; questa fase presenta una sua utilità in quanto consente al malato di cominciare ad adattarsi all'idea di morire. È evidente che il rifiuto nasce dall'inaccettabilità inconscia della propria morte. L'infermiere è opportuno che non contraddica il malato, non gli neghi i propri progetti; è più utile rispettare i suoi desideri anche se sono di rifiuto della realtà.
Seconda fase: LA COLLERAIn questa fase il malato si pone la domanda: "Perché proprio io?". Alla fase del rifiuto segue quella della collera che è caratterizzata da sentimenti di rabbia e risentimento direzionati verso a tutti in quanto la realtà è difficile da accettare. Sono tipici di questa fase anche i sentimenti di invidia nei confronti delle persone sane e che hanno la possibilità di continuare a vivere. In questa fase il malato avrà da lamentarsi di tutto e di tutti: l'insoddisfazione per le prestazioni mediche e/o infermieristiche, freddezza nei confronti dei familiari saranno ricorrenti. L'operatore sanitario è facilmente indotto a pensare che la rabbia del malato sia direttamente rivolta a lui rischiando di reagire in modo alquanto inopportuno. Uno dei motivi attribuibili a queste reazioni, può essere la perdita di ruolo nell'ambito sia familiare che sociale: mettersi a gridare significa per il malto attrarre su di sé l'attenzione degli altri che non lo stimano più come prima. Terza fase: LA TRATTATIVAIn questa fase il malato dice a se stesso: "Sì è toccato proprio a me però ...". A questo punto inizia una sorta di patteggiamento con Dio o con il Destino, nel tentativo di ottenere una proroga temporanea. Si identifica in una persona buona ed ubbidiente (regressione) in cambio di una settimana od un mese di vita: naturalmente le sue preghiere non saranno esaudite ed il malato compirà un ennesimo tentativo di fuga dalla realtà. Quarta fase: LA DEPRESSIONEIn questa fase il paziente afferma: "Sì sono proprio io". Il miracolo non è avvenuto, le condizione fisiche sono peggiorate ed oramai non c'è più scampo: il malato cade in una profonda depressione. Si sente un peso per i parenti, è completamente impotente e spesso ha molti dolori. È basilare in questa fase un rapporto umani serrato ed intenso, finalizzato a ridurre i numerosi sensi di colpa che accompagnano la depressione. Quinta fase: L'ACCETTAZIONESe tutte le precedenti fasi vengono superate positivamente allora il malato sarà pronto, se aiutato opportunamente, ad accettare la normale fine del proprio corpo. La cerchia degli interessi in questo momento è molto ristretta: il malato si sente profondamente stanco, ha un vuoto intorno a sé ed ha un desiderio di riposare. In genere non desidera avere intorno a sé molta gente vicino: gradisce solo la compagnia delle persone che gli sono più care. L'elemento che caratterizza questa fase è il silenzio e il disagio di chi vi è immerso per il gran rumore che riesce a fare il silenzio. Infine non bisogna dimenticare che sullo sfondo di queste cinque fasi c'è sempre la speranza. Sarà quando il malato rinuncia anche a questa senza disperazione che è pronto ad accettare la sua inevitabile fine. È importante rilevare che le cinque fase illustrate non sono da considerarsi una rigorosa sequenza cronologica: possono avere una durata variabilissima, si possono sovrapporre in tutto o solo in parte per evolversi in modi e forme spesso differenziate. LETTURE CONSIGLIATE La morte e il morire - Cittadella Editore, 1990 La morte e la vita dopo la morte - Edizioni Mediterranee, Roma, 2002 |