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Breve storia della psichiatria PDF Stampa E-mail
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F. Goya
F. Goya, Casa dei pazzi (particolare), (1803 – 1806 circa) Madrid, Accademia de San Fernando
 Premessa

Determinati comportamenti o modi di esprimersi fanno sì che noi -oggi- pensiamo che qualcuno sia psichicamente ammalato. Le stesse azioni in una situazione mitica, religioso, naturale o demonistico facevano paura e/o creavano ammirazione. Sciamani, maghi e sacerdoti si occupavano di questi fenomeni. Gli ammalati psichici diventavano vittime di pratiche magiche religiose ed erano strumentalizzati per riti e per cementare il potere delle istituzioni. Esorcismi, ogni tanto con esiti letali, sono praticati ancora oggi.

1. Antichità

La cultura greca, innanzi tutto la scuola d’Ippocrate, descriveva le malattie psichiche in modo più razionale, demistificato. Troviamo descrizioni precise di mania, depressione, deliri da febbre, psicosi postparto ed epilessia (morbus sacer). A questo proposito Ippocrate non voleva che si parlasse di "malattia sacra", ma sosteneva che le malattie psichiche dimostrano la capacità dell'essere umano di reagire. I Greci erano convinti che un colloquio con un ammalato potesse avere un effetto curativo. La parola psicoterapia fu inventata da Platone.

La filosofia e la medicina erano e rimanevano, sebbene i tentativi di scinderli, un'unità.

2. Medio Evo

L'eredità dei Greci rimaneva conservata innanzi tutto nella cultura araba. Nel sud della Spagna, allora sotto l'influsso degli arabi (Mori) furono costruiti i primi ospedali psichiatrici. Nell'Europa centrale queste istituzioni non erano ancora conosciute: affari sociali e salute era molto legata alla Chiesa. Essa manteneva gli ospedali che erano aperti a tutti: per motivi fisici, psichici, ma anche per persone con problemi sociali (approccio olistico). Ma gli ammalati psichici erano una rarità in questi ospedali; rimanevano piuttosto nella famiglia allargata. Anche i "pazzi" erano vissuti come figli di Dio. In certi monasteri, per esempio nelle Fiandre, ci s’impegnava a mettere a disposizione determinati posti (oggi li chiameremmo foyers) nei quali i "pazzi" potevano essere seguiti cercando di lasciar loro la massima autonomia. Una certa solidarietà era vissuta attraverso il Carnevale con cui la Chiesa cercava di favorire "la seconda natura" degli esseri umani, ossia la pazzia.

C'era anche il rovescio della medaglia: principi proclamati dalla Chiesa, come povertà, ubbidienza, lavoro, organizzazione familiare, astinenza sessuale, davano un'impronta tale da lasciare un segno tangibile sino ai nostri giorni.

Alla fine del Medio Evo, in un periodo in cui la Chiesa stava perdendo parte del suo potere, fu istituzionalizzata l'Inquisizione che giudicava come streghe parecchi ammalati psichici giustificandone così la loro brutale uccisione. Era attribuito loro un ruolo di capro espiatorio.

3. Rinascimento

Hieronymus Bosch - La nave dei folli - 1490
Hieronymus Bosch - La nave dei folli - 1490
Tra il 400 ed il 500 il commercio inizia a fiorire e tante città entrano in concorrenza tra loro: volevano costruire la città più bella, più pulita e più sicura e, seguendo questa tendenza, cercavano anche di liberarsi da persone asociali, dai vagabondi, dai mendicanti, da persone considerate pericolose o da quelle che creavano disturbo. Anche gli ammalati psichici, se non protetti dalla situazione familiare, rischiavano di essere allontanati dalla società. Si comincia quindi a costruire ospedali civici e si fa strada un interesse sempre più scientifico dei medici per le persone ammalate, ma non ci s’interessa troppo di casi sociali o psichici che vengono addirittura spesso allontanati dalla città; sono costruite celle nelle mura delle città, torri nelle quali essi possono essere collocati, alcuni ammalati psichici sono perfino messi in casse trasportabili e mostrate al pubblico.

4. Assolutismo e Illuminismo

Nel periodo degli stati moderni in Europa (con fenomeni simili a quelli prima segnalati per quanto riguarda le città) si cerca di liberarsi dalle cose irrazionali e la razionalità diventa sempre più importante. Razionalizzazione, riforme economiche, mercantilismo con fabbriche preindustriali ne sono una conseguenza. Questo significa che lo Stato e i monarchi sono interessati a disporre di persone sane e capaci di lavorare per questo si cerca di manipolarle, di farne soldati ubbidienti, lavoratori che s’impegnano e cittadini che pagano regolarmente le tasse. Sono desiderate coppie con molti figli. Chi non è d'accordo con queste aspettative deve essere educato; chi non vuol lasciarsi educare è messo in campi di concentramento, molto probabilmente i primi nella storia umana. In Inghilterra queste istituzioni sono chiamate Workhouse, in Francia Hopital Général, in Germania Casa di correzione, di lavoro, ecc. Esisteva una rete incredibile di misure coatte. Chi non appariva razionale poteva essere, come oggi attraverso il cosiddetto ricovero coatto, fatto sparire dalla circolazione. Si consideravano persone non razionali: mendicanti, vagabondi, senzatetto, persone senza lavoro, asociali, amorali e criminali, prostitute ed ammalati di malattie veneree, persone poeticamente attive contro lo stato, persone non religiose secondo la chiesa, coniugi non desiderati, figlie deflorate, ma anche etilisti, idioti, persone psichicamente strane e pazzi. Pagando un'entrata si poteva andare a vedere queste persone come se si fosse trattato d’animali in uno zoo. Andare a vedere questi poveracci era considerato un atto istruttivo per l'educazione in generale.

5. Industrializzazione e Romanticismo

L'inizio della psichiatria

La psichiatria come disciplina è molto legata alla rivoluzione industriale nel senso almeno di un nesso temporale. A partire dal 1750 in Inghilterra, attorno al 1800 in Francia e in Germania attorno al 1850 si comincia a specificate "l'offerta terapeutica" per i devianti succitati. Sono usati "criteri di razionalità" per giudicare innanzi tutto chi è in grado di lavorare nel sistema industriale dove il buon funzionamento e la produttività diventano sempre più importanti; bisogna disporre di persone che siano disposte a fare un lavoro monotono e d’operaia con un comportamento prevedibile e calcolabile. Le macchine usate nelle fabbriche diventano sempre più costose e complicate e perciò si chiede sempre di più un comportamento disciplinato, uniformato. Conseguentemente ci sono sempre più individui disturbati, invalidi che non possono essere utilizzati, naturalmente molti per motivi psichici. In quel contesto si cominciano a creare istituzioni specializzate nelle quali gli individui di una famiglia numerosa che non potevano essere impiegati per il processo di produzione industriale erano confinati: per i vecchi gli ospizi, per le persone bisognose di cure case di cura, per gli orfani (ma anche per i bambini che "disturbavano") orfanotrofi e per i piccoli in generale gli asili, per gli handicappati mentali case speciali, per quelli che non volevano lavorare una casa d’educazione al lavoro, per i criminali, le prigioni e per gli ammalati psichici le cliniche psichiatriche. Questa è in fondo la nascita della psichiatria in Europa, una disciplina che aiutava ed aiuta a risolvere problemi sociali. Naturalmente c'era ancora una differenza fra pazienti psichiatrici ricchi e poveri: i primi si facevano curare privatamente, facevano viaggi nelle stazioni termali, si facevano curare l'ipocondria, l'isteria o l'"english spleen".

Il romanticismo ha fino ad un certo punto "coltivato" l'idea che non tutte le persone possono essere usate nell'industria, un pensiero che è resistito fino ai nostri giorni. L'idea romantica è anche all'origine del fatto che le cliniche psichiatriche che sono costruite in quel periodo sono fatte in campagna, lontano dallo stress cittadino.

In Inghilterra la psichiatria diventa scienza. Battie fonda nel 1751 una clinica psichiatrica e s’inizia non solo a collezionare sintomi nel senso del botanico Linné, ma si comincia pure a parlare con gli ammalati psichici "management did much more than medicine". Da ciò si sviluppano il ("moral management") di Willis e di un predicatore quacchero ed il movimento "No-restraint" (trattamento senza pressione, rispettivamente coazione).

In Francia si celebra la liberazione dalle catene degli ammalati psichici grazie a Pinel. Egli comprende i disturbi psichici, l'alienazione. Il suo allievo Esquirol sviluppa maggiormente quest’aspetto ed arriva alla conclusione che la libertà é buona solo quando è ben canalizzata.

In Germania, Austria, Berlino e Vienna si costruiscono cliniche psichiatriche nelle quali si comincia a separare i pazienti acuti da quelli cronici. Nel 1845 Griesinger scrive un libro: "Patologia e terapia delle malattie psichiche" associandosi al movimento "No-restraint". In esso descrive gli aspetti fisici e psichici, soggettivi ed oggettivi, ideologici e materiali della malattia psichica. Egli sviluppa anche l'ipotesi di curare gli ammalati psichici preferibilmente nel loro ambiente. E' in fondo la prima volta che si parla di psichiatria decentralizzata, un'idea ripresa solo dopo circa 100 anni attraverso l'Enquète sulla psichiatria in Germania.

6. Ottocento, la psichiatria diventa scienza medica

All'inizio nelle cliniche psichiatriche, accanto ai medici, c'erano anche insegnanti, farmacisti, preti, filosofi, giuristi e commercianti che si occupavano della clinica e del trattamento degli ammalati. Gli operatori nelle cliniche erano spesso ex-soldati, ex-prigionieri o contadini falliti. Chi lavorava in una clinica psichiatrica era abbastanza emarginato. L'atteggiamento di base, rispetto agli ammalati era attivo, pedagogico; atteggiamenti dunque socioterapici, vi si svolgevano terapia del lavoro e parzialmente anche terapia comportamentale, ma tutto sommato c'erano parecchie torture terroristiche che erano inflitte agli ammalati (bagni freddi, bagni in una vasca con anguille, macchine che facevano perdere coscienza attraverso la rotazione veloce, ecc. ecc.). L'intenzione era di educare ad ogni costo il paziente alla ratio. Queste tentazioni sono ancora oggi tangibili. C'era un grande abisso rispetto a chi pensava che i motivi psichici fossero più importanti di quelli fisici nell'istaurarsi della malattia psichiatrica.

A partire dal 1900 si è ricevuto il riconoscimento, attraverso le facoltà di medicina, della sub-specialità psichiatria, ma i medici somatici deridevano (e parzialmente lo fanno ancora oggi) i medici che si occupavano della psiche. In questo periodo cominciavano i primi progressi nella comprensione di certe malattie come per esempio l'etilismo o le psicosi dovute ad infezioni, cominciava un gran lavoro di catalogazione dei disturbi psichici (Kraepelin, Bleuler). Queste classificazioni, nonostante siano state fatte circa 70 anni fa, hanno ancora oggi la loro validità, cosa abbastanza strana se si pensa quanto per esempio la fisica sia cambiata in questi ultimi anni. Tutto questo può essere considerato un vantaggio nello sviluppo della psichiatria, ma evidentemente c'erano anche degli svantaggi. Questi ricadevano piuttosto sui pazienti, considerati si, ora, come fisicamente ammalati, ma con poche speranze di guarigione visto che non si poteva trattare la causa della loro malattia. Si cominciava a curarli di più a letto (ospedalocentrismo). Sul piano terapeutico era diffuso un nichilismo piuttosto impressionante. In conseguenza di ciò la durata dei ricoveri aumentava mediamente sempre più, s’iniziava a parlare d’ereditarietà (per esempio rispetto alla schizofrenia); si parlava del criminale predisposto (più tardi durante il fascismo) e via dicendo. L'avvicinamento della psichiatria alla medicina somatica non ha dunque solo vantaggi per gli ammalati. Se fino al 700 la medicina era anche filosofia e motivi fisici, psichici e sociali erano ugualmente considerati per spiegare le malattie psichiche, la visione unicamente somatica ha portato tutta una serie di svantaggi già citati.

7. Novecento

Siamo in una fase in cui il punto di vista dei decenni precedenti incide ancora sul nostro atteggiamento verso i malati psichici, ma la psichiatria diventa sempre più una disciplina a se stante e cerca di riportare gli ammalati psichici più vicino alla società.

E' di questo secolo un fatto storico come la psicoanalisi sviluppata da Freud che incide sia sul nostro modo di vedere certi disturbi sia su certi nostri atteggiamenti. E' anche chiaro che lo sviluppo di diversi mezzi e metodi terapeutici, per esempio la cura anti-malaria contro la paralisi progressiva (unico premio Nobel conferito ad uno psichiatra, Wagner-V. Jauregg), gli elettroshock (o terapia elettroconvulsiva), nuovi metodi efficaci per combattere l'epilessia, a partire dal 1951 il primo neurolettico, come pure metodi sociopsichiatrici e terapeutici hanno fatto sì che la durata media di degenza dei pazienti psichiatrici scendesse rapidamente.

 

 
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