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Biografie Biografie psichiatri, psicologi, psicanalisti e medici

Queste biografie sono riferite a psichiatri, psicologi, psicanalisti e medici che hanno un legame diretto e indiretto con questa raccolta di testi psichiatrici

 Adler Alfred

Psicologo austriaco  (Vienna 1870 - Aberdeen, Scozia, 1937). Laureatosi in medicina all’Università di Vienna nel 1895, si specializzò in oculistica e successivamente si dedicò alla psichiatria. Divenne con Stekel il primo allievo di Freud, nel 1902, ma ben presto si distaccò dal maestro, anche per divergenze di carattere personale, e nel 1911 lasciò la Società Psicanalitica Viennese dopo un violento attacco che i sostenitori di Freud avevano condotto contro le sue posizioni dottrinali. Adler fondò allora un gruppo con i suoi seguaci che venne chiamato di Psicologia Individuale. Dopo aver esercitato a lungo in Austria e in Germania, fu costretto all’esilio per sfuggire le persecuzioni razziali e nel 1935 si trasferì negli Stati Uniti, divenendo professore di psicologia medica al Long Island College. Nello stesso periodo fondò l’International Journal of Experimental Psychology. Con C. G. Jung, Adler è stato indubbiamente il miglior allievo di Freud, anche se la sua teoria differisce sostanzialmente da quella del maestro. Uno dei fondamenti della teoria di Adler risiede nella considerazione della realtà sociale dell’uomo (anche se il suo essere sociale non deriva dal contatto con gli altri, ma è innato). Da questo punto di vista, l’influenza di Adler sui successivi sviluppi della psicanalisi e delle teorie della personalità è stata enorme. Uno dei concetti che sono alla base del suo sistema è quello del “sentimento di inferiorità”. Esso si sviluppa in modo naturale in tutti gli uomini, quando da fanciulli sono soggetti in tutto e per tutto agli adulti. Di qui la necessità di trovare un compenso alla propria inferiorità. Importante è anche il concetto di “inferiorità d’organo”, riferito a una minorazione organica vera o presunta, che l’individuo cerca in ogni modo di compensare, e che può rendere ragione di molti sintomi neurotici. Il sentimento di inferiorità non è comunque nulla di patologico, anzi è la molla che spinge l’uomo a migliorarsi. Se tuttavia è troppo intenso (divenendo complesso di inferiorità) esso può condurre alla nevrosi. Un altro concetto centrale nel suo sistema è quello di “stile di vita”, che può essere definito come l’insieme dei modi con cui l’uomo si comporta di fronte ai problemi dell’esistenza in vista del fine che si è proposto per la sua vita. Il concetto non è semplice (anche perché non viene mai da Adler definito con chiarezza); può anche essere indicato come il complesso dei meccanismi di difesa che vengono posti in atto nel corso della vita. Esso si forma precocemente, nel corso dell’infanzia (tra i quattro e i cinque anni). Ha quindi molta importanza la costellazione familiare in cui l’individuo vive, e in particolare la sua posizione rispetto ai fratelli. Una volta che lo stile di vita si sia stabilito, non cambierà che difficilmente. Un’altra differenza importante tra il sistema di Freud e quello di Adler è che, mentre il primo è sostanzialmente deterministico, il secondo è soprattutto finalistico. L’uomo è ciò che è in vista di un fine, anche se questo fine è puramente ideale. Tra le opere di Adler, vanno segnalate: Über den nervösen Charakter (1912; Il temperamento nervoso); Die Psychologie der unbewussten Prozesse (1917; Psicologia del processo inconscio).

Alzheimer Alois

Medico e psichiatra tedesco (Marktbreit 1864 - Breslavia 1915). Ha contribuito notevolmente all’affermazione dell’indirizzo organicistico in psichiatria; vanno in particolare ricordati alcuni suoi studi sulla patologia del tessuto nervoso e della nevroglia. Descrisse, con G. Perusini, una forma di demenza detta appunto malattia di Alzheimer - Perusini.

Arieti Silvano

Psicanalista italiano (Pisa 1914 - New York 1981). Laureato in medicina all’Università di Pisa, si trasferì negli U.S.A. nel 1939. É noto per aver pubblicato il libro Interpretation of Schizophrenia per il quale ricevette, nel 1975, il National Book Award. In esso l’autore spiega la sua ipotesi sull’origine psicologica della schizofrenia indicandone anche un trattamento psicoterapeutico, e presenta un metodo attraverso il quale capire meglio i meccanismi di una mente schizofrenica. Importanti anche i suoi studi sulla creatività in cui ipotizza l’esistenza di un processo terziario da affiancare a quelli primario e secondario di Freud. Curatore dell’American Handbook of Psychiatry (1959-66; trad. it. Manuale di Psichiatria, 1969) con taglio psicodinamico, in cui distingue nettamente la psichiatria dalla neurologia.

Bernheim Hippolyte

Medico francese (Mulhouse 1840-Parigi 1919). Clinico, diede particolari contributi agli studi sull'ipnotismo e alla sua utilizzazione in terapia. Sostenne che i fenomeni ipnotici non sono dovuti allo stato di sonno e possono esser indotti per mezzo della suggestione.

Binet Alfred

Psicologo francese (Nizza 1857-Parigi 1911). Studiò legge, medicina e biologia a Parigi, e succedette a Beaunis alla Sorbona come direttore del nuovo laboratorio di psicologia. Il suo nome è legato allo studio dell'intelligenza, ma non fu questo il suo solo campo d'indagine, in quanto si occupò anche di problemi di personalità. Nel 1895 fondò la prima rivista francese di psicologia, l'Année Psychologique, che doveva diventare (e in parte lo è tuttora) il crogiolo intellettuale della psicologia francese. La fama di Binet è comunque legata alla realizzazione dei primi test di efficienza intellettiva.

Binswanger Ludwig

Medico svizzero (Kreuzlingen 1881 - 1966). Psichiatra, ha ispirato le sue concezioni in campo psicopatologico alle teorie filosofiche della fenomenologia e dell’esistenzialismo. Particolarmente importanti sono i suoi contributi a ricerche nel campo della psicologia, alla miglior conoscenza della schizofrenia e all’analisi della fuga delle idee. Tra le sue opere: Einführung in die Probleme der allgemeinen Psychologie (1922; Introduzione al problema della psicologia generale), Ueber Ideenflucht (1933; Sulla fuga delle idee), Schizofrenie (1957).

Bleuler Eugen

Psichiatra svizzero (Zurigo 1857 - 1939). Dopo aver studiato medicina a Zurigo, vi diresse l’ospedale psichiatrico e vi insegnò psichiatria. Influenzato dalle concezioni di W. Wundt, tentò di conciliare tale impostazione con quella psicanalitica. I suoi contributi più importanti sono tuttavia legati allo studio delle psicosi e, in particolare, della schizofrenia (termine da lui introdotto in sostituzione di dementia praecox), di cui individuò l’autismo come elemento fondamentale. Opera principale: Trattato di psichiatria (1916).

Breurer Joseph

Neuropsichiatra austriaco (Vienna 1842-1925). Nella storia della psicopatologia, il suo nome è strettamente legato a quello di S. Freud e agli inizi della psicanalisi. Inizialmente Breurer aveva compiuto studi fondamentali di neurofisiologia, descrivendo un importante riflesso respiratorio (il riflesso di Hering – Breurer, 1868) e scoprendo la funzione sensoriale dei canali semicircolari dell'orecchio (1875). Nel 1881 B. iniziò la collaborazione con Freud: applicando la terapia ipnotica a una paziente isterica, Anna O., i due studiosi elaborarono il metodo catartico e, approfondendo gli studi sull'isteria, giunsero a identificare il concetto di inconscio da cui avrebbe preso le mosse tutta la dottrina psicanalitica. In seguito fra i due sorsero divergenze a proposito della terapia ipnotica a cui B. rimase sempre fedele e che Freud abbandonò. Dalla loro collaborazione, comunque, nacque l'importante opera Studien über Hysterie (1895; 1922; Studi sull'isteria).

Charcot Jean Martin

Neuropsichiatra francese (Parigi 1825 - lago di Settons, Nièvre, 1893). Studioso e maestro di grande fama, dopo aver insegnato anatomia patologica alla Sorbona fondò e diresse per lunghi anni la Clinica Psichiatrica presso l’Ospedale della Salpêtrière di Parigi. Qui venne sviluppandosi una Scuola di neuropsichiatria che ebbe rinomanza europea ed extraeuropea e illustri allievi quali A. Binet, P. Janet, J. Breuer e S. Freud, il quale vi giunse nel 1885 per perfezionare i suoi studi di neuropatologia. Particolare importanza per la formazione e lo sviluppo della teoria psicanalitica di Freud ebbero gli studi di Charcot sulle nevrosi, sull’isteria in particolare e sull’ipnotismo. In campo neurologico, Charcot descrisse la pachimeningite, la poliomielite anteriore acuta, la sclerosi laterale amiotropica, la sclerosi a placche, la tabe dorsale spasmodica. In campo psichiatrico, restano fondamentali i suoi studi sulle nevrosi, la nevrastenia, l’isteria, l’isteroepilessia e quelli sull’ipnotismo. In particolare Charcot sostenne con decisione l’origine psicologica dell’isteria, ne descrisse la sintomatologia e ne indicò la cura nell’adozione della suggestione in stato di ipnosi. Giunse, inoltre, a stabilire l’esistenza di un legame tra suggestionabilità e isteria e a considerare la suggestionabilità come un segno di anormalità psichica e come terreno predisponente all’insorgere dell’isteria. E ciò in contrasto con quanto sosteneva in quei tempi H. Bernheim della Scuola di Nancy. Charcot affrontò scientificamente lo studio delle manifestazioni somatiche concomitanti allo stato ipnotico e ritenne di aver messo a punto delle speciali tecniche idonee a indurre specificamente i vari stati ipnotici. Peraltro, egli ebbe modo di trarre dai suoi studi due fondamentali conclusioni: una, di carattere pratico, concernente la possibilità di curare le malattie nevrotiche – l’isteria in particolare – mediante l’ipnosi; una, di carattere teoretico, riferentesi alla natura e alla genesi dell’isteria, che considera identificabile con uno stato ipnotico. È fondamentale, poi, specie in relazione alle concezioni allora tradizionalmente dominanti, l’affermazione di principio dell’esistenza di fatti morbosi di natura e di origine esclusivamente psichica e a cui deve applicarsi una terapia soprattutto psicologica. Tra le sue opere: Leçons sur les maladies du système nerveux, faites à la Salpêtrière (1872-83) e Iconographie de la Salpêtrière (1876-80), pubblicate da D. M. Bourneville; Leçons sur les localisations dans les maladies du cerveau et de la moelle épinière (1880).

Esquirol Jean-Étienne Dominique

Psichiatra francese (Tolosa 1772 - Parigi 1840). Contribuì alla miglior conoscenza di numerosi quadri clinici di patologia neuro-psichiatrica (paralisi progressiva, epilessia poi definita jacksoniana, demenza, idiozia, disturbi della sfera affettiva, ecc.), elaborando per primo una nosografia delle malattie mentali. Si dedicò con particolare impegno ad attuare un profondo rinnovamento nell’assistenza e nella cura delle malattie mentali secondo un indirizzo terapeutico anticipatore di quello attuale. Tra le opere: Des maladies mentales considérées sous les rapports médical, hygiénique et médicolégal (1838).

Freud Sigmund

Neuropsichiatra austriaco (Freiberg 1856 - Londra 1939). Studiò medicina a Vienna e si interessò in un primo tempo allo studio della fisiologia, dedicandosi particolarmente a ricerche sugli anestetici. Nel 1885 e 1886 ebbe una borsa di studio che gli consentì di recarsi in Francia, prima da J. M. Charcot all’ospedale La Salpêtrière di Parigi e quindi a Nancy presso A. Liébeault e H. Bernheim, che utilizzavano l’ipnosi nella cura dell’isteria. Tali esperienze ebbero grande influenza su F., che, tornato a Vienna, cominciò a collaborare con lo psichiatra J. Breuer, il quale stava mettendo a punto un metodo terapeutico dell’isteria, detto catarsi, consistente nel far rivivere a pazienti ipnotizzati momenti psichicamente traumatici della loro vita passata, che erano stati apparentemente dimenticati. La collaborazione tra F. e Breuer, concretizzatasi nella monografia Studien über Hysterie (Studi sull’isteria) del 1895, doveva interrompersi dopo pochi anni, sia perché F. aveva perso la sua fiducia nell’ipnosi, che riteneva pericolosa e scarsamente utile terapeuticamente, sia per dissapori sorti tra i due. Nel 1900 F., che aveva iniziato tre anni prima una rigorosa autoanalisi, pubblicò Die Traumdeutung (L’interpretazione dei sogni), opera che segna l’atto di nascita di una nuova scienza, la psicanalisi. Nel 1902 un gruppo di discepoli, tra cui A. Adler, cominciò a riunirsi presso di lui. Venne così fondata la Società Psicanalitica di Vienna, che tenne il suo primo congresso a Salisburgo nel 1908. In seguito iniziarono i primi contrasti in seno al gruppo. Nel 1911 si allontanò Adler, formando una sua scuola psicologica; lo stesso fece Jung nel 1914. F. continuò comunque la sua attività teorica e terapeutica, pubblicando sempre nuove opere e modificando e rielaborando continuamente le sue concezioni. Visse a Vienna sino al 1938, quando fu costretto dal nazismo a lasciare l’Austria e a riparare a Londra, dove morì l’anno dopo.

Ganser Sigbert

Neuropsichiatra tedesco (Rhaunen 1853 - ? 1931). È soprattutto noto per aver descritto nei carcerati una sindrome (detta di Ganser) il cui sintomo principale è rappresentato dall’apparente perdita di nozioni elementari e da risposte a rovescio, mentre il soggetto si mostra perfettamente orientato rispetto alla sua situazione attuale.

Hecker Ewald

Psichiatra tedesco (Halle 1843-Wiesbaden 1909). Autore di ricerche di psicologia e di fisiologia del sistema nervoso, diede con K. L. Kahlbaum la prima descrizione dell’ebefrenia.

Jakob Alfons

Neurologo e psichiatra tedesco (Aschaffenburg 1884 - Amburgo 1931); laureatosi a Strasburgo, lavorò nelle cliniche psichiatriche di Strasburgo, Monaco e Amburgo, dove fu anche professore di neurologia e psichiatria. Si occupò, insieme a Creutzfeldt, di pseudosclerosi spastica. Scrisse Die extrapyramidalen Erkrankungen (1923; Le malattie extrapiramidali).

Janet Pierre

Psichiatra francese (Parigi 1859 - 1947). Fu allievo di T. Ribot alla Sorbona e lavorò con J. M. Charcot alla Salpêtrière, pur non aderendo mai alle tesi di quest’ultimo. Nel 1896 succedette a Ribot alla cattedra di psicologia del Collège de France. Nel 1889 era uscita la sua tesi di dottorato, L’automatisme psychologique, in cui, sulla base delle sue osservazioni di pazienti isterici, sviluppava il concetto di inconscio su una linea molto simile a quella che veniva contemporaneamente elaborata a Vienna da S. Freud e J. Breuer. I suoi studi sull’inconscio lo fanno considerare uno dei fondatori della psicologia dinamica. Opere principali: Les stades de l’évolution psychologique (1926), Les débuts de l’intelligence (1935), Études philosophiques (1947).

Jung Karl Gustav

Psicanalista svizzero (Kesswyl 1875 - Küsnacht, Zurigo, 1961). Dopo aver studiato medicina a Basilea, si dedicò alla psichiatria seguendo i corsi di P. Janet a Parigi e di E. Bleuler a Zurigo. Nel 1907 si recò a Vienna, dove conobbe S. Freud e ne divenne immediatamente il discepolo prediletto. Nel 1908 fu promotore del primo convegno di psicologia freudiana e nel 1910 divenne presidente dell’Associazione Internazionale di Psicanalisi. Questo avvenimento creò notevoli dissapori nel gruppo dei discepoli di Freud, che condussero alla diaspora di molti di essi, primo fra tutti A. Adler. Dopo l’assunzione di Jung alla presidenza dell’associazione, comunque, cominciarono i primi dissensi anche tra questi e Freud, sia per divergenze sul modo di condurre l’Associazione, sia anche per motivi più direttamente legati a problemi teorici. Jung aveva cominciato a elaborare un suo sistema originale: cercava conferme a tale suo sistema anche in studi antropologici e religiosi (compì, infatti, alcuni viaggi in Africa e presso i Pueblo dell’Arizona e del Nuovo Messico per constatare direttamente le manifestazioni della psiche primitiva) e si distaccava sempre più dalle idee del maestro. Dal 1912 al 1914 si completò infine il distacco tra i due, e J., abbandonata definitivamente la psicanalisi classica, fondò una sua scuola, detta di psicologia analitica. Rispetto a Freud, Jung presta molto meno importanza alla sessualità. Anche il concetto di libido è quindi in Jung diverso: egli infatti concepisce la libido come un’energia psichica indifferenziata, che potrà rivolgersi all’interno o all’esterno dell’individuo. È questo il livello attitudinale della tipologia junghiana: a un orientamento verso l’esterno della libido corrisponderà infatti il tipo estravertito, a un orientamento verso l’interno il tipo introvertito. Ma accanto al livello attitudinale Jung considera anche un livello funzionale, in cui agiscono pensiero, sentimento, sensazione e intuizione. Di queste quattro funzioni, ve ne sarà una superiore, che avrà un ruolo predominante, con un’altra ausiliaria; le altre due agiranno a livello inconscio, particolarmente l’inferiore, che si esprimerà soprattutto nei sogni e nelle fantasie. Ancora da osservare come Jung ponga, accanto all’inconscio individuale, un inconscio collettivo, comune a tutti gli uomini, determinato per evoluzione, in cui sono depositate le esperienze della specie umana sotto forma di “archetipi”, definiti come “condizioni congenite di intuizione”. Essi si rivelano nei sogni, nei simboli, nelle leggende comuni a tutte le razze e società. L’inconscio personale è invece strettamente determinato dalla storia dell’individuo e i suoi contenuti possono emergere alla coscienza nei sogni, come nel trattamento analitico, sotto forma soprattutto di complessi, concetti associati a emozioni che orientano il comportamento. Nella neurosi Jung individua un atteggiamento creativo volto alla realizzazione di se stessi (processo d’“individuazione”) o, meglio, del “Sé”, cioè dei contenuti universali della psiche giunti al livello chiarificatore e organico della coscienza. Fra le opere principali: Wandlungen und Symbole der Libido (1912; La libido, simboli e trasformazioni), Die Psychologie der unbewussten Prozesse (1917; Psicologia del processo inconscio), Die Beziehungen zwischen dem Ich und dem Unbewussten (1928; trad. it. L’Io e l’Inconscio), Seelenprobleme der Gegenwart (1931; trad. it. Il problema dell’inconscio nella psicologia moderna), Psychologie und Erziehung (1946; Psicologia ed educazione).

Kahlbaum Karl Ludwig

Psichiatra tedesco (Driesen 1828 - Görlitz 1899). A lui si debbono importanti studi sulla catatonia e sull’ebefrenia, delle quali diede la prima sistemazione nosografica, in collaborazione con E. Hecker.

Korsakov Sergei Sergeevic

Neuropsichiatra russo (Vladimir 1854 - Mosca 1900). Da lui ha preso il nome la sindrome di Korsakov con cui si designa un quadro morboso caratterizzato da deficit della memoria con disorientamento nel tempo e nello spazio e tendenza alla confabulazione. In molti casi si accompagna a casi di polinevrite ed è in rapporto con intossicazioni croniche (alcolismo), infezioni croniche e cerebropatie.

Kräpelin Emil

Psichiatra tedesco (Neu-Strelitz, Meclemburgo, 1856 - Monaco 1926). Svolse importanti studi sull’ebefrenia, sulla catatonia e sulla demenza paranoide, che egli considerò quadri clinici di un’unica forma mentale, la demenza precoce o schizofrenia; sono altresì importanti i suoi studi sulla psicosi maniaco-depressiva e soprattutto quelli destinati a realizzare una classificazione nosografica delle malattie psichiatriche, essenzialmente basata sull’integrazione di dati clinici con la descrizione dei mutamenti dell’attività psichica che lo fanno considerare il fondatore della moderna psichiatria.

Pick Arnold

Neuropsichiatra boemo (Gross Meseritsch, Brno, 1851-Praga 1924). Ha legato il suo nome alla descrizione di una forma di demenza (malattia di Pick) presenile contrassegnata da sclerosi e atrofia frontale e/o temporale.

Pinel Philippe

Medico francese (Saint-André d’Alayrac, Tarn, 1745-Parigi 1826). Laureatosi a Tolosa (1773), fu poi a Montpellier con J. P. Barthez; a Parigi, dove si era stabilito, insegnò igiene e medicina legale. Nel 1788 pubblicò Nosographie philosophique, ou la méthode de l’analyse appliquée à la médecine (Nosografia filosofica, o il metodo dell’analisi applicato alla medicina), dove sostenne che compito dell’indagine me  dica è ricercare le connessioni tra malattie e alterazioni anatomiche, osservandone i sintomi sensibili per poterne dare una loro descrizione e classificazione. Fu il primo ad applicare questi principi anche al campo delle malattie mentali, le cui cause apparivano misteriose ed erano oggetto di superstizione. Posto (1792) alla direzione dell’ospizio per alienati di Bicêtre e poi della Salpêtrière, non solo abolì il trattamento inumano dei reclusi, abitualmente incatenati e percossi, ma condusse lunghe e accurate osservazioni sperimentando nuovi trattamenti terapeutici.

Simmonds Morris

Medico danese (Sankt Thomas 1855-Amburgo 1925). Clinico, docente all’Università di Amburgo, ha dato importanti contributi allo studio delle disfunzioni dell’ipofisi.

Wernicke Karl

Neurologo tedesco (Tarnowitz 1848-Erfurt 1905). Autore di importanti ricerche di anatomia del sistema nervoso e di clinica delle malattie nervose, ha lasciato contributi di rilievo soprattutto nella conoscenza dell’afasia sensoriale e della polioencefalite emorragica acuta superiore o malattia di Wernicke. Fra le opere: Der aphasische Symptomenkomplex (1874; L’insieme dei sintomi dell’afasia), Atlas des Gehirns (1897-1903; Atlante del cervello).

 
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