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Maria Montessori
Maria Montessori
Citazione

“Il bambino è padre
dell’umanità
e della civilizzazione,
è il nostro maestro,
anche nei riguardi
della sua educazione”

 Bibliografia

Corso di pedagogia scientifica, Città di Castello (I), Società Tip. Cooperativa, 1909

Metodo della pedagogia scientifica applicata all’educazione infantile, Città di Castello (I), ed. Lapi, 1909

Antropologia pedagogica, Milano, ed. Vallardi 1910

Il metodo Montessori, Milano, ed. Garzanti, 1912

L’autoeducazione nella scuola elementare, Roma, ed. Loescher 1916

Il metodo Montessori avanzato, Milano, ed. Garzanti 1917

Manuale di pedagogia scientifica, Napoli, ed. Morano, 1921

Il segreto dell’infanzia, Milano, ed. Garzanti, 1939

La formazione dell’uomo, Milano, ed. Garzanti, 1949

La mente del bambino, Milano, ed. Garzanti, 1952

I bambini viventi nella Chiesa, Milano, ed. Garzanti, 1922

La vita in Cristo, Milano, ed. Garzanti, 1931

La Santa Messa spiegata ai bambini, Milano, ed. Garzanti, 1932

Il bambino in famiglia, Milano, ed. Garzanti, 1936

Educazione per un mondo nuovo, Milano, ed. Garzanti, 1970

Dall’infanzia all’adolescenza, Milano, ed. Garzanti, 1949

Educazione e pace, Milano, ed. Garzanti, 1949

La scoperta del bambino, Milano, ed. Garzanti, 1950

Storia della pedagogia, ed. Laterza, 1997

Itinerari pedagogici del Novecento, R. Tassi, ed. Zanichelli

 Vita

 Maria Montessori è nata a Chiaravalle, Provincia di Ancona (Italia) il 31 agosto 1870 ed è morta a Noordwijk (Olanda, vicino al mare del Nord) il 6 maggio 1952. Nasce in una famiglia di alta borghesia e trascorre la sua infanzia ed adolescenza a Roma. Nella capitale decide di intraprendere gli studi scientifici per diventare ingegnere, ma questa strada era preclusa alle donne, le fu concesso di iscriversi alla facoltà di medicina e chirurgia grazie al suo spirito femminista e anticonformista. Si laureò nel 1896 con una tesi in psichiatria: fu la prima donna italiana a conseguire la laurea in medicina.  Intorno al 1900 dopo esser stata nominata assistente, comincia un lavoro di ricerca presso la clinica psichiatrica dell’Università di Roma dove, oltre agli adulti malati di mente, trova dei bambini frenastenici. Questi bambini erano rinchiusi e trattati alla pari degli altri in uno stato di grave abbandono affettivo. Interessata vivamente ai problemi di carattere pedagogico e impiegando la sua energia e generosità,  decide di approfondire gli studi nell’ambito delle scienze educative. Si laurea in filosofia, frequenta dei corsi di psicologia e pedagogia ed elabora un progetto sperimentale per promuovere l’educazione dei bambini anormali ispirandosi al modello “rousseauniano” ed ottenendo con l’aiuto di materiali adatti, risultati inaspettati. Con decisione si batte per i diritti dei bambini nei congressi di quegli anni e al tempo stesso comincia a studiare i fanciulli normodotati. Dall’8 al 15 settembre 1898 tiene il primo congresso a Torino sulla nuova cultura dell’handicap, “Il bambino ritrovato”. Il suo metodo educativo ottiene notevoli risultati e dimostra che gli strumenti della pedagogia speciale possono insegnare alla pedagogia normale. Diventa direttrice della Scuola Magistrale Ortofrenica, docente universitaria di igiene e antropologia e grazie ai successi riportati, prosegue le sue esperienze di metodologia educativa nel mondo dei bambini normali. Nel 1907, più precisamente il 6 gennaio, nel povero quartiere di San Lorenzo, aprì la prima Casa dei bambini, per bambini dai 3 ai 6 anni, dove applica i suoi principi sull’educazione del fanciullo normale. Per la prima volta, dopo l’apertura di questa Casa, vede la realtà del bambino che non trovandosi più mortificato e oppresso, presenta “caratteri psichici insospettati”. In molti accorsero a vedere bambini operosi e felici che non hanno bisogno di premi e di castighi per crescere; questa è una tappa importante nella storia del rinnovamento scolastico in senso autoeducativo e attivistico. Da allora le “Case dei bambini” si moltiplicano ed hanno subito un’enorme risonanza grazie a quello che rivelano: mutamenti positivi nel comportamento individuale, insospettato rispetto per gli altri e per le cose. Nel 1908 viene aperta la prima Casa dei bambini a Milano.  La creazione della prima Casa dei bambini e la pubblicazione de “Il metodo della pedagogia scientifica” (1909), che in pochi anni viene tradotto in molte lingue, sono due eventi fondamentali dai quali prende origine la Società Amici del Metodo Montessori, movimento nel mondo fondato a Napoli nel 1918. Nel 1913 tiene in Umbria il primo corso per insegnanti, i corsi successivi diventano ben presto internazionali e contribuiscono a diffondere il suo lavoro e l’idea. L’entusiasmo era generale, ovunque grazie all’ambiente preparato e agli oggetti interessati, si ripeteva il miracolo della concentrazione, della quiete individuale, del livello assai elevato di socializzazione e di scambio. Come conseguenza di questo successo, viene invitata in numerosi Paesi, riconosciuta come colei che ha “liberato” il bambino, il suo metodo ha successo soprattutto all’estero. In America, Belgio, Spagna, Olanda, … un po’ ovunque si aprono scuole e corsi e si traducono i suoi libri. Nel 1924 viene fondata a Roma l’Opera Nazionale Montessori, che oltre a diffondere la conoscenza del metodo educativo, svolge attività di studio e ricerca. Legata a quest’opera, c’è il mensile “Vita dell’Infanzia” (prima si chiamava “Risveglio educativo”), che riporta attività e iniziative ed tuttora uno strumento al servizio degli insegnanti per migliorare la qualità del lavoro educativo. Il primo decennio del Fascismo è stato anche quello della pubblicazione delle più note opere di pedagogia religiosa (vedi bibliografia). Nel 1935 Hitler e Mussolini fanno chiudere le “Case dei bambini”. Nel clima accesso che ha preceduto la seconda Guerra Mondiale, decide di stabilirsi in un primo tempo in Spagna, dove nel 1936 dovrà fuggire e si rifugerà in Inghilterra e in seguito in Olanda ad Amsterdam. Da quest’ultima località continuerà la sua azione di ambasciatrice dl bambino “maestro di pace”. Allo scoppio della guerra si trova in India a tenere un corso, il primo in Asia. Resterà in India fino alla fine del conflitto. Viene fatta prigioniera, assieme a suo figlio dagli Inglesi, ma malgrado ciò, le è consentito continuare a lavorare ed insegnare. In India avrà l’opportunità di verificare ancora una volta che la realtà del bambino non conosce confini e differenze di nazionalità e fonderà una società internazionale. Alla fine del conflitto, torna in Europa dove viene accolta con onore ovunque. In Italia viene accolta solennemente in Parlamento. Essendo una donna che non ama l’esteriorità delle cose, dice con una punta di ironia che lei indica il bambino, la sua ricchezza interiore ma le persone non lo vedono, loro preferiscono guardare il dito di lei che indica, ammirarlo e dire che è bello. Nel 1950 riceve il premio Nobel per la Pace.  E’ stata una donna vivace e di semplici modi, ben consapevole della portata rivoluzionaria della sua opera instancabile nel diffondere, incontrare, insegnare con quel modo vivo e penetrante. La sua genialità è stata proprio nel cogliere e nel valorizzare ciò che da sempre è sotto gli occhi di tutti ma che nessuno vede.

Metodo
Il metodo messo a punto da Maria Montessori sottolinea l’importanza dello sviluppo delle capacità di iniziativa e della fiducia in sé, dando la possibilità al bambino di seguire i propri interessi entro certi limiti disciplinari definiti. Questi interessi vengono stimolati nel bambino con un’ampia gamma di materiali di crescente complessità. Quando il bambino ha acquisito un certo livello di competenza, è compito dell’insegnante guidarlo alle conoscenze del livello successivo, in modo da prevenire gli errori e l’acquisizione di abitudini scorrette. Dopo di che, il bambino è libero di apprendere da solo. E’ dimostrato che il metodo Montessori permette di imparare a leggere e a scrivere con più facilità e più velocemente.

Gli obiettivi del metodo sono tre: Attivare il bambino costruendogli un ambiente su misura, individualizzare l’attività del bambino utilizzando un materiale analitico che regoli l’acquisizione graduale di abilità senso-motorie e infine, socializzare il bambino impegnandolo in attività di cooperazione relative alla cura della casa.  Nel metodo va sottolineato l’importante sviluppo dell’autoeducazione e dell’individuazione dell’insegnamento. Nella Casa dei bambini, il bambino ha la facoltà di muoversi, scegliere l’attività e l’occupazione preferita e di effettuare spontaneamente delle esperienze individuali, con l’uso di materiali didattici (sensoriali e motori, con riferimenti anche all’attività intellettuale vera e propria, liberamente scelti da lui, ma con funzione rigida e prestabilita) e nelle suggestioni dell’ambiente (costruito su misura per lui).

Realizzando questa atmosfera di libertà operosa, il metodo montessoriano ha mirato a promuovere, attraverso l’educazione innanzitutto sensoriale, il profondo sviluppo del bambino. In questo contesto, l’educatore si qualifica come un osservatore scientifico, esperto del mondo psichico infantile, che non interviene direttamente sul bambino, ma si limita a predisporre (nonché mediare e controllare) il materiale e l’ambiente adatto.

Influenze
Maria Montessori è stata influenzata sicuramente dal contesto socio-politico in cui ha vissuto, le guerre mondiali. E’ stata anche influenzata da Jean-Jacques Rousseau. Lei dichiarava apertamente di essere l’erede di Itard e Séguin poiché furono i primi ad associare alla ricerca pedagogica degli obiettivi educativi, aventi lo scopo di migliorare lo sviluppo del soggetto.

Associazioni, riviste, siti WEB
Opera Nazionale Montessori, con sede a Roma, è autrice del mensile “Vita dell’Infanzia” (prima si chiamava “Risveglio educativo”), che riporta le sue attività e iniziative.

 http://www.montessori.it

 Glossario

Attivismo

Dottrina filosofica in base alla quale tutti i valori sono subordinati alle esigenze dell’azione e della sua riuscita. In pedagogia è fondato sulla concezione dell’attività spontanea del fanciullo come elemento educativo determinante.

Fonte: Enciclopedia di filosofia, ed. DeAgostini, 1996; Storia della pedagogia, ed. Laterza, 1997

Frenastenia:

Ogni insufficienza originaria di sviluppo mentale.

Fonte: Il nuovo Zingarelli, vocabolario della lingua italiana, ed. Zanichelli, 1992

 
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