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La progettazione educativa PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Peloso   

ImageLa programmazione è il momento in cui vengono approntati momenti a “valenza educativa” volti a produrre cambiamenti significativi negli utenti con / sui quali si opera secondo lo schema:

  • costruzione del profilo funzionale
  • identificazione dei bisogni
  • definizione degli obiettivi
  • scelta dei contenuti
  • individuazione dei metodi
  • fissazione dei criteri di valutazione e dei risultati
  • ridefinizione degli obiettivi.

 

 

Profilo Funzionale

il profilo funzionale determina, attraverso l’analisi della situazione dell’utente di identificare:

  • capacità
  • limiti
  • possibilità

Attraverso un’osservazione su diverse aree e relative sotto aree (che ogni gruppo di lavoro può definire o l’istituzione stessa), mettendo in luce le caratteristiche dell’utente in termini di operatività mentale

  • modalità di apprendimento
  • autonomie personali
  • autonomie sociali
  • grado d’identità personale e sociale
  • interessi, attitudini e motivazioni
  • integrazione dell’io

Individualizzazione dei bisogni dell’ utente

Sono pre-identificati a livello della politica dell’istituto (i sistemici lo definirebbero sistema di premesse), definiti nelle finalità generali dell’Istituto. L’educatore ha il compito di reinterpretare i documenti ufficiali alla luce della situazione in cui opera.

L’educatore procede quindi alla:

  • identificazione di cosa è necessario a far sì che siano soddisfatti i bisogni.
  • procede alla ricerca delle condizioni migliori
  • previsione delle esperienze da far vivere
  • Il bisogno va sempre contestualizzato. Esistono sempre bisogni non percepiti o che non sono chiari.

ll compito dell’educatore è anche quello di:

  • anticipare le aspettative latenti
  • precisarle con i potenziali fruitori
  • re-orientare i bisogni
  • creare nuovi bisogni
  • attivare risposte.

Obiettivi Generali od OBIETTIVI EDUCATIVI

Gli obiettivi si configurano come intenti dell’educatore definiti in ragione dei cambiamenti che ci si prefigge di veder realizzati dall’utente dopo che egli sia stato esposto ad una esperienza volta a stimolare le sue diverse intelligenze. L’obbiettivo è quindi un indicatore di cambiamento perché ci segnala quanto e in che cosa l’utente ha imparato a fare. (risponde alla domanda “perché lo faccio”?)

Un obiettivo è costituito dalla enunciazione, la più chiara possibile di un cambiamento atteso.

Aree:

  • intellettiva/cognitiva
  • comportamentale
  • relazionale
  • motoria

Gli obiettivi formulati devono rispondere a requisiti e criteri di:

  • Priorità: rispetto ad altri perseguibili (criterio logico)
  • Efficacia: rispetto al problema che si intende affrontare. (Criterio metabletico)
  • Congruenza: rispetto alla sua effettiva perseguibilità entro le condizioni date: tempi, spazi, risorse... (criterio funzionale)
  • Osservabilità: rispetto alla realizzazione attesa che dovrà mostrarsi percepibile e descrivibile (criterio di visibilità)
  • Trasferibilità: rispetto a ciò che l’utente deve mostrare saper fare in situazioni tenute sotto controllo dall’educatore (criterio di replicazione)
  • Misurabilità: i risultati attesi possono essere quantificati grazie all’uso di prove oggettive (criterio di quantificazione).

Se l’intervento a valenza educativa può essere definito come un processo inteso a produrre cambiamenti in ordine all’essere, al saper essere, al saper fare ovvero ai modi di pensare, sentire e agire, occorre avere la capacità di passare dagli obbiettivi generali agli obbiettivi operativi, individuando e precisando ogni volta le modalità più consone.

Possono essere collocati in una tipologia di capacità da raggiungersi in tempi brevi o lunghi.

Gli obbiettivi mirano alla crescita (o al mantenimento) dell’utente considerato nella sua globalità, esigono necessariamente di tempi lunghi, sono linee guida (non schemi rigidi!), orientamenti di fondo, principi di azioni, sono sfumati il loro raggiungimento è spesso parziale.

Gli obbiettivi possono essere predeterminati in ragione dei contenuti o informazioni da apprendere o interiorizzare. Tali tipologie, dette anche tassonomie, raggruppano di solito prestazioni di carattere:

  • cognitivo
  • affettivo/relazionale
  • psicomotorio

Obiettivi specifici od OPERATIVI

Gli obbiettivi specifici mirano alla conoscenza, ad abilità e ad atteggiamenti da raggiungere, possono essere collegati con tempi brevi di lavoro riguardando un periodo di esperienze più ristretto. Hanno un carattere più preciso: indicano con precisione le performance attese e sono immediatamente verificabili e misurabili.

I contenuti

I contenuti sono le discipline, le informazioni, le attività, le esperienze attraverso cui il soggetto mette alla prova se stesso attraverso performance mentali, pratiche, motorie, comportamentali, relazionali.

Risponde alla domanda “cosa fare?”

I contenuti sono caratterizzati da:

  • funzionalità: perché portano a dei cambiamenti
  • adeguatezza : all’utente e agli obbiettivi
  • interesse che sanno suscitare nell’utente.

Nell’organizzarli occorre prevedere:

  • quale attività è più consona all’obbiettivo
  • quali spazi necessitano
  • quali strumenti o materiali occorrono
  • i tempi necessari
  • le condizioni e i criteri che contraddistinguono l’esperienza.

In questa fase è importante identificare quali sono le aree che saranno principalmente sollecitate dalle esperienze proposte:

  • area cognitiva
  • area relazionale
  • area affettiva
  • area psicomotoria
  • area dell’autonomia personale
  • area dell’autonomia sociale

E’ possibile in questa fase una analisi dell’attività attraverso una operazionalizzazione o analisi del compito ovvero una suddivisione in sequenze dell’esperienza che si intende proporre, in modo da permettere una giuda all’esperienza stessa attraverso un percorso di comportamenti già predefiniti e la definizione di sotto-obbiettivi

I metodi

I metodi sono riferibili al come organizzare i contenuti al fine di promuovere negli ospiti coinvolti dei cambiamenti in ordine all’essere e al fare. Risponde alla domanda “come fare?”

E’ possibile fare riferimento a tre principali metodi per organizzare l’intervento a “valenza educativa”:

  • il metodo centrato sul singolo utente
  • il metodo centrato sul gruppo
  • il metodo centrato sul progetto

Il metodo centrato sull’utente.

L’utente viene messo al centro della relazione per favorire apprendimenti laddove si è in presenza di importanti difficoltà cognitive e relazionali; questo metodo è realizzato soprattutto nell’ambito delle autonomie personali e in ambito ergoterapico. Ha valenze terapeutiche. Richiede l’individuazione di obbiettivi circoscritti e minuziosi e piani di lavoro estremamente personalizzati.

La valutazione

E’ il momento in cui l’educatore o l’équipe di educatori verificano se l’intervento svolto, ha raggiunto gli obbiettivi prefissati ricercando i progressi, i comportamenti acquisiti, le modalità con cui si è giunti alle mete o all’opposto, ricerca gli insuccessi e le relative motivazioni. Risponde alla domanda “Cos’è successo?”

La valutazione permette in ogni momento di ricontestualizzare il progetto e correggere situazioni anomale.

Può essere fatta non solo alla fine del progetto ma anche nelle fasi intermedie

Gli strumenti della valutazione possono essere formali (test) o informali (osservazioni, intuizioni, interrogazioni).

Ogni valutazione porta alla ridefinizione del profilo funzionale dell’utente.

A volte il fallimento di taluni progetti é dovuto ad un’errata analisi dei pre-requisiti, dove le reali capacità di partenza dell’utente, sulle qual costruire il progetto, si sovrappongono e si sommano alle aspirazioni del progettista-educatore.

 
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