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Johann Heinrich Pestalozzi PDF Stampa E-mail
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Scritti
  • 1781-1787, “Leonardo e Gertrude”, romanzo di quattro volumi, è un progetto di riforma sociale attraverso l’educazione. Doveva essere come il catechismo dei poveri.
  • 1780, “Voglie di un solitario”, raccolta di riflessioni in forma di aforismi sull’educazione e sulla vita. È quasi in sintesi la sua concezione etico-sociale ed educativa.
  • 1826, “Il canto del cigno”, autobiografia sulla fedeltà del suo credo pedagogico.
  • 1801, “Come Gertrude istruisce i suoi figli”

Vita

Johann Heinrich Pestalozzi
J. H. Pestalozzi
(Nato nel 1746 Zurigo e morto nel 1827 Brugg). Educatore e pedagogista svizzero, di religione protestante (era molto religioso) ha avuto un ruolo importante nella riforma del sistema educativo figlio di un medico, il padre morì quando lui aveva 5 anni e fu educato dalla madre e dalla domestica Babeli che ricordò come modello, l’esperienza della vita in famiglia fu comunque felice e crebbe in un ambiente protettivo che gli procurò alcune difficoltà; una volta confrontato con i suoi coetanei aderì alla setta massonica degli illuminati e frequentò il circolo dei Patrioti e la Società Elvetica.

Nel 1775 iniziò la sua sperimentazione in ambito educativo aprendo una scuola per i figli delle famiglie povere vicino a Zurigo

Nel 1779 abbandonò il progetto della scuola per mancanza di fondi.

Trea il 1780 ed il 1800 formula proprie teorie pedagogiche e scrive le sue prime opere.

Nel 1798 fondò una scuola per orfani a Stans ma ;ésperimento fallì dopo pochi mesi.

Nel 1799 aprì una scuola a Burgdorf.

Nel 1805 si trasferì a Yverdon, la scuola era frequentata da allievi di tutta Europa (anche ricchi), per 20 anni funzionò come banco di prova per il sistema educativo pestalozziano vivendo la rivoluzione industriale alla quale aderì spiritualmente.

Nel 1792 gli venne conferita la cittadinanza francese per aver sostenuto i diritti del popolo elvetico. Pestalozzi aprí orfanotrofi, scuole professionali, istituti di assistenza e di educazione. Nel 1808 diventò presidente della Società svizzera per l’educazione (appena fondata).

Per decenni fu propagandista della cultura generale per tutte le persone, ha insegnato nelle scuole elementari, favorendo l’eliminazione dell’analfabetismo

Pensiero

Pestalozzi si preoccupava soprattutto dello stato di povertà e di abbandono in ci vivevano numerosi strati della popolazione. Il suo obbiettivo era sollevare le classi popolari da quelle misere condizioni perché avvenisse una rigenerazione sociale, rinnovando la vita politica e sociale nelle scuole Pestalozzi cercava di ricreare attorno ai poveri un ambiente familiare servendosi della sua presenza paterna.

A suo avviso era fondamentale era semplificare al massimo l’insegnamento in modo che ogni genitore lo potesse impartire al proprio figlio.

Pose le basi di una pedagogia dell’educazione popolare fondata sulla spontaneità antilibresca e sullo sviluppo del metodo intuitivo.

Mise l’accento sulla naturalità del metodo educativo, che comprende la positività della natura umana, della storia e della cultura.

Il Sistema educativo Pestalozziano: il bambino veniva guidato ad apprendere attraverso la pratica, l’osservazione e il naturale esercizio dei sensi.

L’ambiente educativo per eccellenza era rappresentato dalla famiglia, che assicura, grazie soprattutto alla presenza della madre, una formazione spontanea e naturale, con un’esaltazione dei valori spirituali presenti nell’anima popolare e della natura buona.

Fondamentale nell’educazione è lo sviluppo armonico e graduale delle tre facoltà del cuore, dell’arte e della mente.

Importante è l’analisi dell’educazione intellettuale, che deve seguire il metodo “intuitivo” o “oggettivo”.

L’obiettivo principale era adattare i metodi didattici alla naturale crescita del bambino, attraverso lo sviluppo armonioso di tutte le sue facoltà (mente, cuore e mano)

Pestalozzi ritenne importante l’individualità del bambino e la necessità che l’insegnante aiuti a sviluppare e non “trapianti” la conoscenza.

Secondo lui il popolo ha bisogno di una cultura adeguata “elementare”: la scuola deve riflettere il più possibile lo spirito dell’intimità familiare ed accolga l’esperienza del lavoro, così che esso diventi esercizio per la futura attività professionale.

Tre sono gli stati dell’umanità :

  1. NATURA: l’uomo non è buono. Possiede una primitiva animalità, istinto, egoismo.
  2. SOCIALE: misto di bene e di male dove l’istinto di adatta a certe situazioni perché illuminato dall’intelligenza.
  3. MORALE: (strato più importante per l’educazione) l’uomo adopera l’intelligenza per dirigere la volontà secondo purezza di intenzione.

 I principi di Pestalozzi:

L’educatore si prende soltanto cura che nessuna influenza spiacevole disturbi lo sviluppo del bambino. L’amore è l’unico fondamento che permette di far funzionare quelli che si istruiscono. Senza amore nessuno svilupperà le potenzialità e l’intelletto. L’importante è l’osservazione concreta diretta.

Influenze

Pestalozzi ha influito sulla moderna pedagogia a causa della sua attività di riforma del sistema educativo. Le idee scolastiche di Pestalozzi hanno influenzato il sistema scolastico elementare dei paesi occidentali – soprattutto nei confronti della formazione degli insegnanti.

Idee e metodologie influenzarono i sistemi scolastici di ogni continente.

Pestalozzi fu influenzato dagli scritti di Rousseau, applicò sperimentalmente la lezione di Rousseau, da Fiche (filosofo tedesco) che ha influito sull’elaborazione dello scritto: “mie ricerche sul processo della natura nello sviluppo dell’umanità” 1971 e da Immanuel Kant.

Glossario

Intuizione: è un metodo di insegnamento. L’intuizione è la conoscenza immediata e diretta di oggetti sensibili o intellettuali, così coinvolgendo la percezione, l’immaginazione e l’apprensione immediata di un’evidenza intellettuale, sempre basata sull’esperienza diretta che richiede una partecipazione personale. È quindi un procedimento che deve portare dalla percezione immediata sensibile dalla cosa, alla comprensione degli elementi essenziali che la compongono.

Esiste un’intuizione interna (cuore) e una esterna (mente-mano). Dall’intuizione la conoscenza procede alle idee per prevenire infine ai giudizi, cioè alla capacità di fare una valutazione critica. L’intuizione è una forza capace di rivolgere la mente al mondo per conoscerlo e per organizzarlo in modo unitario.

Tre sono gli elementi di questa intuizione: la forma, il numero, il nome (per capire un oggetto bisogna capire la quantità, la forma, la qualità e il nome). Questo, per Pestalozzi, è l’ABC dell’intuizione. 

Forze naturali: intelletto/ mente, cuore/morale, arte/mano.

Queste tre forze devono essere sviluppate in sé e nel loro reciproco rapporto sin dalla loro prima manifestazione. Sono aspetti originali della personalità che devono essere educati. 

MENTE: la forza dell’intelletto si manifesta nella forma della percezione sensibile o intuizione immediata. Questa forza ha un inizio con la vita del bambino che prende l’avvio dall’esperienza sensibile (intuizione).la forza dell’intelletto ha il potere di superare il cerchio ristretto in cui vorrebbe chiuderci la sensibilità, per raggiungere il significato reale delle cose. 

CUORE: è legato all’intuizione interna, all’anima, perciò al bello, al bene, e a Dio. Il cuore, infatti, permette di sviluppare i sentimenti come, l’amore, la pietà, la fede religiosa. La forza del cuore di esprime nella fede e nell’amore, queste sono capaci di vincere il male. 

MANO: l’educazione manuale è importante per le esigenze della vita pratica e professionale, l’educazione manuale permette il lavoro. La forza della mano o detta dell’arte si esprime in ogni forma del lavoro e di creatività umana. Questa forza viene attivata con le elementari attività del battere, spingere, portare, trascinare, gettare, torcere e bilanciare. 

Queste tre forze sono favorite se già coltivate in famiglia, soprattutto con l’affetto della madre. Elementare: si dice di ciò che è ridotto alla semplicità. In riferimento alla scuola, designa il grado primario di essa. L’insegnamento elementare consiste nel rendere i fanciulli buoni osservatori e capaci di esprimere con un linguaggio appropriato ciò che hanno osservato. La scuola elementare di Pestalozzi può anche essere chiamata la scuola del popolo, questa deve riflettere lo spirito dell’intimità familiare ed accogliere l’esperienza del lavoro, così che esso diventi esercizio per la futura attività professionale. La scuola elementare lega il sapere astratto al vissuto d’esperienza dello scolaro. Lavoro: il lavoro permette all’uomo di esprimere quello che lui sa e quello che lui è, infatti, il lavoro è un momento di espressione e di affermazione della personalità sull’ambiente naturale, che supera la scuola libresca. La pedagogia del lavoro è una disciplina che si occupa della scuola e del lavoro. La scuola del lavoro deve preparare gli uomini ad inserirsi nel mondo produttivo. Una formazione del lavoro deve dare la possibilità di potersi stabilire senza beni, e solo grazie alle proprie forze, mettendosi in contatto con altre persone per poter diffondere e mantenere il proprio sapere, per poter migliorare  le proprie circostanze.Il lavoro dovrebbe potersi conciliare con le esigenze dello spirito, perché si possa giungere a un miglioramento della società.

 

http://www.testa-cuore-mano.com/ 

 
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