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Eduard Claparède Jean Alfred PDF Stampa E-mail
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Psicologo e Pedagogista svizzero

Eduard Claparède
Eduard Claparède
“Tuttora l’istituto da lui fondato nel 1912 (Istituto di Scienze dell’educazione J. J. Rousseau a Ginevra) svolge una funzione d’avanguardia nella ricerca pedagogica e nella preparazione degli insegnamenti”

 Opere

  •  Psicologia del fanciullo e pedagogia sperimentale (1905)
  • C/E Giunti - G. Barbèra Universitaria 1968
  • La scuola su misura (1920)
  • La Nuova Italia, Firenze, 1972.
  • L’educazione funzionale (1931)

Vita
Eduard Claparède nasce a Ginevra il 24 marzo 1873 e muore il 29 settembre 1940. Figlio di un pastore protestante (appassionato in particolare alla storia del protestantesimo); cresce in una famiglia protestante la quale influenzerà sostanzialmente il suo pensiero. Claparède ha un fratello intellettuale ed uno filantropo (appartenente al mondo operaio ginevrino). Claparède ebbe al suo attivo studi in scienze (Facoltà di Scienze di Lipsia nella quale frequentò un laboratorio di psicologia), neurologia e psicologia (Ginevra).

Egli fondò nel 1912 in collaborazione con altri due psicopedagogisti (Bovet, Ferriere) l’Istituto di Scienze dell’Educazione Jean Jaques Rousseau, specializzato in ricerche di psicologia dell’età evolutiva (dedicato al suo concittadino J.J. Rousseau). L’Istituto nacque per assicurare agli insegnanti la preparazione scientifica necessaria, al fine di poter praticare proficuamente la sperimentazione in campo educativo. Dal 1915 insegnò psicologia sperimentale all’Università di Ginevra, concentrando i suoi interessi sulla psicologia applicata all’educazione.  

Pensiero

Una costante della concezione pedagogica di Claparède è il continuo richiamo scientifico e sperimentale alla ricerca psicologica e didattica. Egli era convinto che la positività di una azione educativa e didattica dipendesse dalla preparazione psicologica e dallo spirito scientifico degli educatori. Secondo Claparède va combattuta e superata la didattica delle scuole fondate essenzialmente su opinioni filosofiche ed etiche, dando agli insegnanti i metodi idonei per organizzare ed analizzare le esperienze, i fatti, i fenomeni e per attuare un insegnamento sperimentale individualizzato. Il suo metodo proposto per risolvere i problemi che si presentano all’educatore propone uno studio approfondito dei fatti attraverso:

  • Metodi di indagine o di ricerca.
  • Metodi di misurazione o quantificazione.
  • Metodi di interpretazione

I metodi di indagine o ricerca si dividono principalmente in due gruppi: generali e speciali. 

Nei generali troviamo:

  • L’introspezione, cioè la descrizione da parte dei fanciulli dei fatti coscienza.
  • L’estrospezione, cioè l’analisi del comportamento e della produzione operativa del fanciullo.
  • L’osservazione e sperimentazione, può essere condotta all’insaputa del fanciullo.
  • Ricerca di laboratorio personale su singoli o gruppi.
  • Metodo genetico, osservazione dello sviluppo psichico del fanciullo.
  • Metodo patologico, osservazione della devianza.
  • Metodo comparativo, che si avvale della scienza statistica.
  • Metodi tecnici psicometrici, metodi di misurazione dell’intelligenza.
  • Analisi e sintesi, studio dei fattori che compongono la situazione complessa 

Nei metodi speciali troviamo:

  • profili psicologici
  • tavole di centillaggio
  • psicodrammi 

Secondo Claparède la misura è lo strumento essenziale della ricerca scientifica. Solo misurando due fenomeni in circostanze diverse, si può stabilire se esiste una certa relazione tra essi. La psicologia è la scienza che opera misurazioni, ci?o non tanto per il piacere di misurare ma piuttosto per analizzare.

I metodi di interpretazione proposti da Claparède si riferiscono ai processi psichici infantili, egli puntualizza alcuni aspetti della concezione funzionale della vita psichica. L’insegnante nel momento di interpretare il comportamento e l’attività dei fanciulli, deve tenere presente che esiste una differenza strutturale tra questo e l’adulto. Per suscitare nel ragazzo il bisogno della scuola, Claparède si avvale del bisogno di giocare che sfrutta come mediatore tra la vita dello scolaro ed il programma scolastico. L’obiettivo era quello di realizzare una scuola di vita nella quale si formavano attitudini sociali e comportamenti positivi di reciprocità Egli teorizzava che la scuola doveva assomigliare ad un laboratorio scientifico dove ognuno è impegnato a produrre la sua ricerca secondo un interesse collettivo ed uno di spirito di cooperazione. 

Le tappe fondamentali del processo educativo della Scuola Attiva sono:

  1. Il risvegliarsi di un bisogno, interesse, desiderio; ponendo lo scolaro nella situazione adatta a suscitare questo bisogno
  2. Sviluppo dell’azione; con attività atte a soddisfare il bisogno del fanciullo
  3. Apprendimento di conoscenze; attraverso il controllo dell’azione stessa, per condurla al fine che l’insegnante si era preposto

La scuola deve ispirarsi, secondo Claparède, ad una concezione funzionale dell’educazione e dell’insegnamento. Il fondamento dell’educazione funzionale prevede il fanciullo come centro dei programmi, dei metodi scolastici, quindi funzionale perchè in funzione dell’allievo, il più possibile individualizzata ma non individuale. Alla base dell’educazione deve esserci non il timore del castigo o il desiderio della ricompensa, ma l’interesse. L’educazione deve tendere a sviluppare funzioni intellettive  e morali, più che  a riempire le menti di cognizioni che rimangono morte senza riferimento alla vita: quindi la scuola deve essere un laboratorio più che un uditorio. L’insegnante non deve essere un onnisciente incaricato di riempire le menti di cognizioni ma deve il più possibile stimolare gli interessi ed adeguarsi alla personalità, ai bisogni, alle esigenze dell’allievo. Ciò implica la formazione soprattutto psicologica degli insegnanti di tutti i gradi scolastici. È necessario che la scuola tenga conto delle attitudini individuali; per questo accanto ad un programma comune ed obbligatorio per tutti con materie indispensabili, gli alunni devono scegliere un certo numero di materie che potranno approfondire mossi dal loro interesse. Infine un altro punto caratterizzante la concezione funzionale di Claparède è che era necessaria una revisione profonda del sistema di esami e della valutazione, quest’ultima deve essere fatta sulla base dei lavori individuali eseguiti durante l’anno scolastico.

La scuola su misura secondo Claparède deve soddisfare le esigenze del soggetto educando, attraverso processi apprenditivi talvolta anche individualizzati. Mentre nella scuola tradizionale gli studenti sono obbligati a seguire le stesse lezioni, gli stessi programmi materie e metodi d’insegnamento; nella scuola ideale o su misura, l’alunno può liberamente scegliere una serie di attività predisposte dall’insegnante, che stimolino il suo sviluppo intellettuale, sociale, morale, promovendo appieno la sua personalità (giusto uso della libertà). 

Claparède propone una alternativa al sistema scolastico tradizionale fondata su quattro diversi modelli di organizzazione:

  1. Le classi parallele ed omogenee: quando il numero degli alunni lo permette, si suddivide la classe in allievi brillanti e allievi lenti nell’apprendimento.
  2. Le classi mobili o senza classi: permette di far seguire all’allievo lezioni di grado diversi, secondo le sue abilità nella specifica materia.
  3. Le sezioni parallele: permette di scegliere l’indirizzo in base alla capacità individuale.
  4. Il sistema delle opzioni: quello che risponde al massimo alla scuola su misura, sarà quello che permetterà ad ogni alunno di raggruppare, il più liberamente possibile, gli elementi favorevoli allo sviluppo delle sue attitudini speciali. Esso è applicabile soprattutto agli istituti superioni ed è basato sulla diminuzione delle ore settimanali (massimo 20 ore). La metà delle ore da destinare a materie comuni a tutti, l’altra a scelta dell’alunno con esercitazioni, e studi speciali.
L’immagine di scuola che ne esce, ha le tipiche caratteristiche di un “prodotto di laboratorio”, difficilmente applicabile anche al sistema scolastico del tempo, alla vita sociale ed al progetto educativo. Nonostante il grande impegno assunto da Claparède, quello che ci resta non è la proposta pedagogica concreta, ma l’abito mentale scientifico che deve accompagnare l’educatore della formazione. 

Influenze
Si rileva l’influenza che ebbe la confessione religiosa protestante sul pensiero di Claparède, in particolare la rettitudine morale come colei che dona senso alla vita. La sua psicologia s’ispira a una concezione biologica evoluzionistica (Darwinismo). La sua concezione biologica dell’uomo lo porta a focalizzare quello che sono i bisogni, gli istinti, l’interessi umani, attribuendo loro un punto di partenza per l’evoluzione dell’individuo. Claparède fu psicologo e pedagogista sperimentale, egli faceva capo alla Scuola Attiva, una corrente innovativa sulla ricerca nei metodi, nella didattica, avvalendosi della sperimentazione scientifica rivolgendosi a ceti sociali più vasti.

Tra i numerosi studiosi allievi di Claparède ritroviamo Jean Piaget. In seguito, Piaget gli successe nella direzione dell’Istituto delle Scienze e dell’Educazione dell’Università di Ginevra. 

Glossario 

Educazione funzionale

Nella pedagogia di Claparède, la stessa attività pedagogica deve essere funzionale al raggiungimento di un equilibrio tra le attitudini dell’educando e le esigenze, nonché i condizionamenti dell’ambiente

Scuola

 laboratorio

Secondo Claparède, l’educazione deve tendere a sviluppare funzioni intellettive e morali, più che a riempire le menti di cognizioni che rimangono morte senza riferimento alla vita: quindi la scuola deve essere un laboratorio più che un uditorio

Le cose che tutti devono sapere

Claparède fondò l’istituto J. J. Rousseau a Ginevra, il quale svolge ancora oggi una funzione d’avanguardia nella ricerca pedagogica e nella preparazione degli insegnamenti.

La proposta pedagogica di Claparède ha influenzato in modo rilevante il movimento di rinnovamento scolastico che si richiama ai metodi attivi (a cavallo tra il XXI e XX sec.).

Secondo la dottrina di Claparède, nel bimbo deve essere stimolato l’interesse per le cose (come il gioco, in lui innato), si tratta di sfruttare questo interesse in modo funzionale agli scopi d’apprendimento che si sono prefissi.

 Siti WEB, fonti

http://www.filosofico.net

 

 
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