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La psicopatologia speciale ha il compito di studiare i casi mentre la psichiatria clinica ne studia l'origine (eziologia), l'evoluzione, l'esito e la terapia dei quadri clinici. I concetti di sano e patologico si basano su criteri come la norma che non considera, in quanto troppo vasto, gli individui anormali nel senso generale del significato, la sofferenza soggettiva è un altro criterio tuttavia non soddisfacente in quanto non tiene in considerazione dei fatti oggettivamente produttori di sofferenza. Infine bisogna considerare il valore cioè l'orientamento della persona verso uno sviluppo o verso la distruzione; un comportamento può avere uno sviluppo non normale, ma non per questo patologico. Il criterio di valore considera quindi l'evoluzione dei comportamenti, tenendo conto dei significati. Sullo sviluppo di un comportamento si può intervenire modificandolo presupponendo una scelta di tipo scientifico filosofico per questo esiste un orientamento finalizzato nel sistema biologico: la dimensione volta ad un fine si contrappone a quella causale. Il sentimento di realtà permette di distinguere quella che è la realtà e la fantasia: nel malato di mente è alterato questo concetto. Uscire da un sentimento di realtà, pensare qualcosa d’irreale, significa delirare (e non solo uscire da quello che è la norma); fare un solco (lira) non significa solo fare un confine normativo, ma stabilire cos'è la realtà. È necessario distinguere con sicurezza qual è la realtà e quale la devianza, senza estremismi in osservanza dei criteri di norma e valore, per operare correttamente.
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