EDUCAWEB: spazio virtuale di incontro sociosanitario ed educativo

mercoledì 18 ottobre 2017

Home arrow Tutti i contenuti arrow Giuliano Scabia
mercoledì 18 ottobre 2017
Home
Notizie
LINKS
Mappa del sito
Tutti i contenuti
Cerca
Licenza Joomla
Psichiatria
Educativo
Guest Book
Download Files
Calendario e Appuntamenti
Libri e pubblicazioni
Meteo
NEWS Salute
Disclaimer medico




by Zippy
Advertising - Pubblicità
Giuliano Scabia PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Citazione

“Noi non siamo psichiatri o artisti guaritori: non siamo venuti a guarire con l’arte, cioè a fare arte terapeutica che ci sembra pericolosamente equivoca, e nemmeno siamo venuti a creare noi l’opera d’arte, ne psicodrammi. Ma per unire la nostra azione allo sforzo che tutto l’ospedale sta sostenendo. Siamo qui per fare qualche cosa che va inventato giorno per giorno”. 

Giuliano Scabia
Giuliano Scabia
Giuliano Scabia nasce il 18 luglio del 1935 a Padova (Italia). 

Opere 

“Padrone e servo” raccolta poetica (1964)

“Zip” - opera teatrale (1965)

“Manifesto del Nuovo Teatro” -esprime le sue idee di sperimentazione e cambiamento sulla pratica del teatro. (1966)

“Commedia armoniosa del cielo e dell’inferno”  - premio Pirandello (1972)

“Il gorilla quadrumano” - opera letteraria (1974)

“Marco Cavallo” - esperienza di animazione in un ospedale psichiatrico di Trieste diretto da Basaglia. (1976). 

Vita

Giuliano Scabia nasce il 18 luglio del 1935 a Padova (Italia).  La sua vita professionale spazia vari campi, infatti è autore, romanziere, poeta drammaturgo, animatore e docente universitario.

Scabia si laurea in filosofia all’università di Padova con una tesi su Feuerbach, la cui filosofia era indirizzata verso un’apertura e una visione più concreta della realtà. Dal 1969 propone un nuovo modo di far teatro ed è uno dei maggiori promotori del “Nuovo Teatro”. Con questa nuova visione del teatro si vuole proporre un nuovo modo di essere e di sentirsi al mondo. L’innovativo progetto teatrale “Marco Cavallo”, ideato da Scabia, ha avuto inizio nel 1973 presso l’Ospedale Psichiatrico di Trieste, diretto da F. Basaglia. Con questo progetto si è potuta dare una nuova cittadinanza a chi è affetto da malattia mentale e fare emergere la “persona” al posto della “ malattia”. Ciò ha permesso di promuovere la progettualità e la spinta personale, la ricomparsa di un orizzonte futuro, di suscitare la capacità di desiderare, di tendere a qualche cosa e di agire autonomamente. Scabia inserisce il suo metodo di lavoro nell’insegnamento universitario, e nelle scuole elementari.  Dal ’72 è docente di drammaturgia presso il DAMS di Bologna dove insegna tuttora nei corsi di laurea in Arti musica e Spettacolo.

Pensiero

La pedagogia di Scabia si basa sulla conoscenza e comprensione affettiva e questo comporta un coinvolgimento totale della persona e un confronto con ciò che ognuno possiede nella propria interiorità e vissuto personale. Scabia dà molta importanza alle capacità personali di ognuno e utilizza tutto ciò che può emergere dall’ individuo, come ad esempio posture, atteggiamenti e parole. Tutte queste caratteristiche vengono considerate grandi risorse per tutto il gruppo di lavoro e ci si serve di esse per apprendere e conoscere gli altri e se stessi andando oltre i programmi, i metodi e i testi puramente accademici e didattici. Secondo Scabia ognuno può assumere il ruolo di attore protagonista: lo studente come il malato.

Giuliano Scabia è uno dei protagonisti di alcune tra le esperienze teatrali più vive e rivoluzionarie degli ultimi tempi. Infatti si esprime tramite l’idea del teatro ciclico, dove uno stesso nucleo di personaggi è in continua evoluzione grazie alla pratica del  teatro vagante. Quest’ultimo è un teatro che inserisce le esperienze personali vissute al di fuori del palcoscenico direttamente nelle rappresentazioni teatrali. Il teatro vagante è progettato al di fuori degli schemi e convenzioni tipiche del teatro tradizionale, infatti propone recitazioni in piccole comunità come ad esempio reparti ospedalieri o case private. I testi e gli spettacoli di Scabia non furono accettati ne dalla critica ne dai teatri stessi, anzi alcune sue opere furono censurate. Nel tipo di teatro proposto da Scabia la trama degli spettacoli viene costruita assieme al pubblico, per questo viene anche chiamato teatro partecipante. Esso richiede una messa in gioco, un coinvolgimento totale e un’abolizione di ogni etichetta da parte di tutti i partecipanti, e questo tipo di pensiero emerge molto nella sua opera “Marco Cavallo”. Il teatro diventa quindi uno strumento integrativo di relazioni sociali, crea rapporti con l’esterno e fa emergere le qualità individuali dell’uomo in quanto individuo, riuscendo a mettere in ombra la malattia. 

Influenze

Negli anni ’70 la sua pedagogia viene introdotta nelle scuole elementari. Scabia infatti condivide le critiche rivolte al sistema educativo allora esistente mosse dal Movimento di Cooperazione Educativo. 

Associazioni, riviste, siti WEB

www.muspe.unibo.it - Dipartimento di Musica e Spettacolo dell'Università di Bologna

www.marco-cavallo.de


Glossario 

Teatro partecipante

Il testo è realizzato da tutta la comunità e ogni membro del gruppo trova lo spazio per fare emergere la propria identità personale e creativa.

 

Scrittura collettiva

Il contenuto del testo nasce grazie alla collaborazione e fantasia di tutti i partecipanti del gruppo.

Marco Cavallo

Un’idea di F. Basaglia portato avanti da Scabia, nasce nel ’73 e si conclude nel ’76 e tenta di creare un rapporto tra i pazienti dell’ Ospedale Psichiatrico e il mondo esterno.  Questo testo è stato realizzato con la pratica della scrittura collettiva, cioè uno “scrivere insieme” giorno dopo giorno di pazienti, artisti e infermieri, tenendo conto dei diversi modi di essere, dell’individualità e della loro psicologia. Questo metodo di lavoro permette di annullare le distanze grazie ad una relazione di parità tra operatori, artisti e malati, creando quindi un rapporto di unicità. La scrittura collettiva non è fatta di sole parole ma diventa una dimensione espressiva nel disegnare, nel danzare e nel recitare. Nel laboratorio di animazione nasce quindi il personaggio di Marco Cavallo, un cavallo di cartapesta che alla fine del lavoro viene portato in giro per le strade di Trieste testimoniando il contatto tra pazienti e il mondo esterno

 

 
< Prec.   Pros. >
I testi e i materiali pubblicati, o comunque messi a disposizione su questo sito, sono utilizzabili dietro citazione della fonte, secondo la Licenza Creative Commons "Attribuzione - Non Commerciale - Condividi allo stesso modo" e salvi i diritti esclusivi spettanti a terzi ai sensi di legge. Chiunque lamenti violazioni di diritti esclusivi o altri abusi può chiederne la rimozione dal sito scrivendo al WEBMaster dalla sezione CONTATTI, indicandone la motivazione. Oppure mailto:educaweb(at)altervista (dot)org
qdroid
Covo dei Briganti, non è il solito agriturismo! - Si trova nella Tuscia, un angolo di Lazio tra la Toscana e l'Umbria. Puoi mangiare alla Cantina del Mago e rimarrai stupito!
Sostieni il sito!

Enter Amount:

Frase del giorno
PHOTOS
© 2017 EDUCAWEB: spazio virtuale di incontro sociosanitario ed educativo