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André Breton “Il surrealismo è puro automatismo psichico, col quale si tenta di esprimere, sia verbalmente, nello scrivere o qualsiasi altro modo, il vero funzionamento del pensiero; nell’assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, escludendo qualsiasi preoccupazione estetica o morale.”  Manifeste surréaliste

 « Tutto ci porta a credere che c’è un certo stato mentale dal quale vita e morte, il reale e l’immaginario, passato e futuro, il comunicabile e l’incomunicabile, altezza e profondità non sono più percepiti come contradditori”.  Secondo manifesto surrealista

 Nato a Tinchebray nel 1896 e morto a Parigi nel 1966

Opere

 Manifesto del surrealismo
editore, anno pubblicazione 1924

Nadia (il titolo si riferisce al nome di una donna e l’inizio della parola Russa per “speranza”)
editore, anno pubblicazione 1928

Le Champs Magnétiques
primo testo redatto secondo il principio della “scrittura automatica”, apparso nel 1920 sulla rivista “Littérature”, da lui fondata un anno prima con Philippe Soupault e Louis Argon.

 Vita

Nato a Tinchebray, André Breton trascorse la sua infanzia sulle coste Bretoni.

Studiò medicina psichiatrica a Parigi ma non ottenne mai la laurea.

Nel 1921 conobbe Freud a Vienna.

Durante la WWI prestò servizio nel reparto neurologico dell’ospedale militare di Nantes, dove cercò di servirsi dei metodi freudiani per psicoanalizzare i suoi pazienti. Conobbe Jacques Vaché (dadaista), di cui la strana personalità lo affascina. J. Vaché dichiarerà poi il non senso dell’arte e la futilità senza gioia di tutto per poi togliersi la vita nel 1919. La sua morte ferì profondamente Breton.

Nel 1916 si unisce al gruppo dadaista per poi allontanarsene sviluppando quel che poi chiamerà il “surrealismo”. Nel 1919 egli fonda con Philippe Soupault e Louis Argon la rivista “Littérature”.

Pubblica nel 1924 il suo “Manifeste du surréalisme”.

Negli anni ’30 pubblicò diverse collezioni di poemi.

Dal 1927 al ’35 fu membro del partito comunista francese, per poi allontanarsene perché in disaccordo con Stalin e Mosca. Resta comunque legato al marxismo.

Nel 1940, preoccupato, decide di lasciare la Francia per andare in America.

Nel 1938 fonda con Leon Trotsky (che incontrò in Messico) la Fédération de l’Art Revolutionneire Independant. Torna in Francia nel 1946 e si batte (invano) per ridonare al movimento surrealista il lustro che aveva prima della guerra.

Persegue una viva critica allo Stalinismo e s’impegna contro la guerra d’Algeria. Occupato dalla riedizione delle sue opere, s’interessa all’occultismo e ai giovani pittori che vanno a trovarlo.

Muore il 28 settembre 1966.

 Pensiero

Il Surrealismo

Movimento artistico - letterario nato ufficialmente in Francia nel 1924 per opera di A. B. Vero e proprio movimento d’avanguardia che ebbe la sua massima espansione nel periodo fra le due guerre. E’ un’evoluzione del dadaismo ma a differenza di questo attribuisce all’arte un ruolo edificante suggerito dall’interiorità dell’uomo.

Elementi sostanziali del pensiero surrealista sono la riconsiderazione della componente irrazionale della creatività umana e la volontà di esprimere, attraverso l’arte, le manifestazioni del subconscio: un rifiuto della logica umana e delle restrizioni della civiltà a favore di una totale libertà di espressione.

Il surrealismo rivaluta il sogno, l’irrazionalità, la follia, gli stati d’allucinazione, cogliendo l’essenza intima della realtà, oltre la realtà stessa per “succhiare” il midollo della vita.

Breton e i suoi colleghi credevano che la sorgente della libertà personale, sociale e politica giacesse nell’inconscio.

 Influenze

Il dadaismo, corrente di pensiero da cui si sviluppa il surrealismo, ha come obiettivo primario l’abbattere tutte le restrizioni artistiche radicate da secoli.

In seguito alla separazione da tale corrente, i surrealisti trovarono esempi dell’esplorazione della mente nel lavoro di pittori quali Hieronymus Bosch e James Ensor, scrittori come Charles Baudelaire, Arthur Rimbaud, Alfred Jarry, ma anche dai pensieri rivoluzionari di Karl Marx.

 Bibliografia e links

A. Brenton Nadja, Einaudi  1972 (Traduzione)

http://host.uniroma3.it/progetti/kant/didattica/breton.htm

http://www.clarence.com/contents/cultura-spettacolo/societamenti/autorial/breton/

http://www.girodivite.it/antenati/xx2sec/_breton.htm

http://franceweb.fr/poesie/breton.htm

http://www.larevuedesressources.org/mot.php3?id_mot=25

 
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