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Citazioni “L’educazione è l’opera del ragazzo, che non dev’essere educato né educarsi, ma nient’altro ha da fare che vivere” L’educazione nuova, 1953, pag 83. “Le maître n’enseigne plus, il renseigne.”  Roger Cousinet Nato a Parigi il 30 novembre 1881 e morto a Parigi il 5 aprile 1973 Opere Une méthode de travail libre par groupes Parigi, Editions du Cerf, 1945 L’éducation nouvelle Neuchâtel e Parigi, Delachaux & Niestlé, 1950 La vie sociale des enfants, essai de sociologie enfantine Paris, Editions du Scarabée, 1950 L’enseignement de l’histoire et l’Education nouvelle Parigi Presses de L’Ile-de-France, 1950 L’enseignement de la grammaire Neuchâtel e Parigi, Delachaux & Niestlé, 1952 La formation de l’éducateur Parigi, Presses Universitarie de France, 1952 La culture intellectuelle, Parigi Presses de L’Ile-de-France, 1954` Pédagogie de l’apprentissage, Parigi, Presses Universitarie de France , 1959 Fais ce que je te dis Paris, Editions du Scarabée, 1961 Lecon de pédagogie Parigi, Presses Universitarie de France, 1961
Vita Nasce nel 1881 in una famiglia di estrazione borghese. Compie i suoi studi in internato conseguendo la maturità nel 1898 ( preparatorio alla scuola normale superiore ) e proseguendo poi con gli studi classici alla Sorbona ( licenza in lettere ). Già dall’età di 15 anni è cosciente della sua vocazione di professore All’insegnamento arriverà avendo scelto di fare l’ispettore per le scuole elementari, carriera che, all’epoca prevedeva uno stage iniziale di cinque anni come maestro. Sarà ispettore scolastico dal 1910 al 1942 in un centinaio di scuole primarie pubbliche in alcuni distretti francesi. In parallelo all’insegnamento prosegue gli studi iscrivendosi nel 1907 alla “ Societé pour l’étude psycologique de l’enfant “ di Binet, assume delle responsabilità all’interno di varie riviste dedicate all’educazione ed elabora (sotto la direzione di Durkeim) una tesi sulla vita sociale dei bambini. Nel 1914 è chiamato sotto le armi e interrompe le sue attività fino al 1920, anno in cui elabora il metodo di lavoro libero per gruppi. Nel 1921 fonda, in collaborazione con la signora Guéritte, un’associazione pedagogica “La Nouvelle Education“ che pubblica dei quaderni mensili. Tiene diverse conferenze alle quali partecipano personalità che lavorano nel suo stesso ambito ( Piaget, Montessori ,…) al fine di divulgare le sue idee e i suoi metodi. La seconda guerra mondiale mette momentaneamente fine all’educazione nuova e durante un bombardamento perde quasi totalmente i suoi lavori di ricerca e di studio. Alla fine della seconda guerra mondiale, terminata la sua carriera di ispettore, Cousinet inizia l’attività di docente di pedagogia alla Sorbona, posto che occuperà fino al 1958. In questo periodo e in seguito pubblica vari volumi, articoli e tiene conferenze. Nel 1964 fonda, con F. Chatelain, l’associazione “ L’école nouvelle francaise “. Roger Cousinet muore a Parigi, il 5 aprile 1973, all’età di 92 anni. Nota: a volte le date variano a dipendenza delle fonti; per la bibliografia abbiamo optato per la data della prima edizione in versione definitiva, per la biografia abbiamo scelto con criterio di attendibilità. Pensiero Il pensiero di Cousinet si inserisce nella corrente della pedagogia attiva e si rifà, in modo particolare, sulla filosofia roussoniana e sulla conoscenza della socialità infantile. Nella sua concezione educazione corrisponde ad attività infantile e la didattica, di conseguenza, é l’organizzazione delle attività giovanili. Per Cousinet l’educazione nuova non si limita all’applicazione di nuovi metodi ma dev’essere un spirito per l’educatore e un modo di vita per i ragazzi. Questo spirito può essere sintetizzato nel rispetto del ragazzo e nel permettergli di soddisfare i suoi bisogni naturali. I bisogni naturali variano a dipendenza dell’età e nascono dalla rottura di un equilibrio interno a seguito di uno stimolo (che può essere interno, di maturazione o esterno, dell’ambiente). Diversi sono i bisogni artificiali, indotti da ogni azione diretta dell’educatore sul ragazzo. Compito del maestro è creare un ambiente dove il ragazzo possa soddisfare i suoi bisogni naturali e nel contempo non introdurre dei bisogni fittizi. L’ambiente nutritivo consiste nel fornire ai ragazzi materiali, strumenti, attrezzature e metodi. L’aula diventa sala di lavoro e il maestro stesso diventa anche strumento di ricerca. Le materie d’insegnamento non sono il fine dell’educazione ma diventano strumentali al fine che è il soddisfacimento del bisogno naturale. Cousinet è conosciuto per il suo metodo di lavoro per gruppi spontanei, che si basa sulla formazione di gruppi liberi in vista dell’esecuzione in comune di un determinato compito. “…consiste nel fare lavoro in gruppo, analogo a quei giochi sociali possibili solo con l’osservanza delle regole che li condizionano, sì che il gioco e la regola fanno uno.” Cousinet valorizza la socialità infantile che nasce con l’incontro con l’altro (inteso con l’incontro come qualcuno come lui ,che non è lì solo per soddisfare i suoi bisogni), evolve in pre-socialità (periodo dei giochi sociali) e arriva alla socialità infantile vera e propria (tra i 9 e i 12 anni, che l’autore definisce “l’età di grazia”) che si esplica e matura attraverso un’attività sociale impegnata.
Influenze Cousinet stesso cita Rousseau come precursore dell’educazione nuova in quanto “ egli afferma che l’infanzia non è una via d’accesso, una preparazione, ma ha valore in sé stessa, valore positivo, e che non si debbono tenere gli occhi fissi alla conclusione di questa via e guidarlo in modo che ne esca il più presto possibile, ma al contrario permetterli di rimanervi il più a lungo possibile “ Educazione Nuova pag. 18 ed. 1953. L’influenza di Rousseau è stata basilare per l’idea pedagogica di Cousinet, che riteneva che i bambini dovevano vivere e non dover subire un’educazione imposta dagli adulti e dalla società. Le idee di Pestalozzi sono accolte da Cousinet per quanto riguarda lo spirito di amore verso l’infanzia che l’educatore deve avere. Binet e altri psicologi infantili hanno permesso a Cousinet di ampliare le sue conoscenze della psicologia infantile e di integrarle nel suo metodo di lavoro. Cousinet si è confrontato sia direttamente che indirettamente (tramite la conoscenza degli scritti) con pedagogisti, psicologi e filosofi dell’educazione, come Decroly, Claparède, Ferrière, Dewey,… Associazioni, riviste, siti WEB Association Nationale pour le développement de l’ Education Nouvelle, Toulouse F http://www.multimania.com/anen Fonti Enciclopedia pedagogica, editrice La scuola http://perso.wanadoo.fr/ecole.lasource/menus/SOMMAIRE/PAGES/fondateurs.htm http://goleano.chez.tiscali.fr/3-Instruado/Educatnouvelle.htm http://www.multimedia.com/anen “L’educazione nuova”, R. Cousinet, “La Nuova Italia” Editrice, Firenze “Filosofia e metodologia d’un insegnamento rinnovato”, A. Classe, Ed. “La Nuova Italia” Glossario | Metodo di lavoro libero in gruppo | i bambini quando arrivano agli 8/9 anni possono formare liberamente un gruppo per lavorare e trovano delle norme per regolare la loro vita sociale e imparano ad analizzarsi. | | Cooperazione | I bambini posseggono un cooperativismo innato. La cooperazione implica sia la socialità che l’azione e si esplica tra alunno/alunno e tra maestro/alunno. | | Igiene e Ambiente igienico | Non solo fisica ma anche mentale; accanto ai bisogni fisiologici, troviamo i bisogni sensorio-motorio, mentali e affettivi dell’individuo Ambiente adatto per ogni età; il maestro deve organizzare un ambiente adatto alla soddisfazione dei bisogni del bambino | | Bisogni naturali | A ogni età corrispondono dei bisogni naturali e il curriculum scolastico dovrebbe essere costruito in modo che i ragazzo possa soddisfare i propri bisogni. Diversi sono i bisogni fittizi che sono introdotti dall’ esterno. | | Socialità infantile | La socialità infantile non è una forma immatura e incompleta della socialità adulta, ma è un bisogno fondamentale che porta alla maturazione | | Educazione Nuova | concetto pedagogico secondo cui il bambino ha un parte attiva nella propria educazione e dove i ruoli maestro alunno sono “invertiti” rispetto alla pedagogia tradizionale. | |