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Ivan Illich PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio P.   

Citazione

"dai rapporti insegnante-allievo sono infatti escluse tutte le salvaguardie della libertà individuale" (Ivan Illich, DESCOLARIZZARE LA SOCIETA', ed. Mondadori, Milano 1983, pag. 54)

"chi esercita una specialità potrebbe anche insegnarla" (ibidem, pag. 30).

 “La corporazione medica è diventata una grande minaccia per la salute.” (Ivan Illich, NEMESI MEDICA, Macro Edizioni, Como 1991, pag. 11 [prima edizione italiana a cura della Mondadori] )


 Nato a Vienna il 4 settembre 1926 e morto a Brema il 2 dicembre 2002 a 76 anni.

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Giuliano Scabia PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Citazione

“Noi non siamo psichiatri o artisti guaritori: non siamo venuti a guarire con l’arte, cioè a fare arte terapeutica che ci sembra pericolosamente equivoca, e nemmeno siamo venuti a creare noi l’opera d’arte, ne psicodrammi. Ma per unire la nostra azione allo sforzo che tutto l’ospedale sta sostenendo. Siamo qui per fare qualche cosa che va inventato giorno per giorno”. 

Giuliano Scabia nasce il 18 luglio del 1935 a Padova (Italia). 

Opere 

“Padrone e servo” raccolta poetica (1964)

“Zip” - opera teatrale (1965)

“Manifesto del Nuovo Teatro” -esprime le sue idee di sperimentazione e cambiamento sulla pratica del teatro. (1966)

“Commedia armoniosa del cielo e dell’inferno”  - premio Pirandello (1972)

“Il gorilla quadrumano” - opera letteraria (1974)

“Marco Cavallo” - esperienza di animazione in un ospedale psichiatrico di Trieste diretto da Basaglia. (1976). 

Vita

Giuliano Scabia nasce il 18 luglio del 1935 a Padova (Italia).  La sua vita professionale spazia vari campi, infatti è autore, romanziere, poeta drammaturgo, animatore e docente universitario.

Scabia si laurea in filosofia all’università di Padova con una tesi su Feuerbach, la cui filosofia era indirizzata verso un’apertura e una visione più concreta della realtà. Dal 1969 propone un nuovo modo di far teatro ed è uno dei maggiori promotori del “Nuovo Teatro”. Con questa nuova visione del teatro si vuole proporre un nuovo modo di essere e di sentirsi al mondo. L’innovativo progetto teatrale “Marco Cavallo”, ideato da Scabia, ha avuto inizio nel 1973 presso l’Ospedale Psichiatrico di Trieste, diretto da F. Basaglia. Con questo progetto si è potuta dare una nuova cittadinanza a chi è affetto da malattia mentale e fare emergere la “persona” al posto della “ malattia”. Ciò ha permesso di promuovere la progettualità e la spinta personale, la ricomparsa di un orizzonte futuro, di suscitare la capacità di desiderare, di tendere a qualche cosa e di agire autonomamente. Scabia inserisce il suo metodo di lavoro nell’insegnamento universitario, e nelle scuole elementari.  Dal ’72 è docente di drammaturgia presso il DAMS di Bologna dove insegna tuttora nei corsi di laurea in Arti musica e Spettacolo.

Pensiero

La pedagogia di Scabia si basa sulla conoscenza e comprensione affettiva e questo comporta un coinvolgimento totale della persona e un confronto con ciò che ognuno possiede nella propria interiorità e vissuto personale. Scabia dà molta importanza alle capacità personali di ognuno e utilizza tutto ciò che può emergere dall’ individuo, come ad esempio posture, atteggiamenti e parole. Tutte queste caratteristiche vengono considerate grandi risorse per tutto il gruppo di lavoro e ci si serve di esse per apprendere e conoscere gli altri e se stessi andando oltre i programmi, i metodi e i testi puramente accademici e didattici. Secondo Scabia ognuno può assumere il ruolo di attore protagonista: lo studente come il malato.

Giuliano Scabia è uno dei protagonisti di alcune tra le esperienze teatrali più vive e rivoluzionarie degli ultimi tempi. Infatti si esprime tramite l’idea del teatro ciclico, dove uno stesso nucleo di personaggi è in continua evoluzione grazie alla pratica del  teatro vagante. Quest’ultimo è un teatro che inserisce le esperienze personali vissute al di fuori del palcoscenico direttamente nelle rappresentazioni teatrali. Il teatro vagante è progettato al di fuori degli schemi e convenzioni tipiche del teatro tradizionale, infatti propone recitazioni in piccole comunità come ad esempio reparti ospedalieri o case private. I testi e gli spettacoli di Scabia non furono accettati ne dalla critica ne dai teatri stessi, anzi alcune sue opere furono censurate. Nel tipo di teatro proposto da Scabia la trama degli spettacoli viene costruita assieme al pubblico, per questo viene anche chiamato teatro partecipante. Esso richiede una messa in gioco, un coinvolgimento totale e un’abolizione di ogni etichetta da parte di tutti i partecipanti, e questo tipo di pensiero emerge molto nella sua opera “Marco Cavallo”. Il teatro diventa quindi uno strumento integrativo di relazioni sociali, crea rapporti con l’esterno e fa emergere le qualità individuali dell’uomo in quanto individuo, riuscendo a mettere in ombra la malattia. 

Influenze

Negli anni ’70 la sua pedagogia viene introdotta nelle scuole elementari. Scabia infatti condivide le critiche rivolte al sistema educativo allora esistente mosse dal Movimento di Cooperazione Educativo. 

Associazioni, riviste, siti WEB

www.muspe.unibo.it - Dipartimento di Musica e Spettacolo dell'Università di Bologna

www.marco-cavallo.de


Glossario 

Teatro partecipante

Il testo è realizzato da tutta la comunità e ogni membro del gruppo trova lo spazio per fare emergere la propria identità personale e creativa.

 

Scrittura collettiva

Il contenuto del testo nasce grazie alla collaborazione e fantasia di tutti i partecipanti del gruppo.

Marco Cavallo

Un’idea di F. Basaglia portato avanti da Scabia, nasce nel ’73 e si conclude nel ’76 e tenta di creare un rapporto tra i pazienti dell’ Ospedale Psichiatrico e il mondo esterno.  Questo testo è stato realizzato con la pratica della scrittura collettiva, cioè uno “scrivere insieme” giorno dopo giorno di pazienti, artisti e infermieri, tenendo conto dei diversi modi di essere, dell’individualità e della loro psicologia. Questo metodo di lavoro permette di annullare le distanze grazie ad una relazione di parità tra operatori, artisti e malati, creando quindi un rapporto di unicità. La scrittura collettiva non è fatta di sole parole ma diventa una dimensione espressiva nel disegnare, nel danzare e nel recitare. Nel laboratorio di animazione nasce quindi il personaggio di Marco Cavallo, un cavallo di cartapesta che alla fine del lavoro viene portato in giro per le strade di Trieste testimoniando il contatto tra pazienti e il mondo esterno

 

 
André Breton PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Citazioni

 “Il surrealismo è puro automatismo psichico, col quale si tenta di esprimere, sia verbalmente, nello scrivere o qualsiasi altro modo, il vero funzionamento del pensiero; nell’assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, escludendo qualsiasi preoccupazione estetica o morale.”  Manifeste surréaliste

 « Tutto ci porta a credere che c’è un certo stato mentale dal quale vita e morte, il reale e l’immaginario, passato e futuro, il comunicabile e l’incomunicabile, altezza e profondità non sono più percepiti come contradditori”.  Secondo manifesto surrealista

 Nato a Tinchebray nel 1896 e morto a Parigi nel 1966

Opere

 Manifesto del surrealismo
editore, anno pubblicazione 1924

Nadia (il titolo si riferisce al nome di una donna e l’inizio della parola Russa per “speranza”)
editore, anno pubblicazione 1928

Le Champs Magnétiques
primo testo redatto secondo il principio della “scrittura automatica”, apparso nel 1920 sulla rivista “Littérature”, da lui fondata un anno prima con Philippe Soupault e Louis Argon.

 Vita

Nato a Tinchebray, André Breton trascorse la sua infanzia sulle coste Bretoni.

Studiò medicina psichiatrica a Parigi ma non ottenne mai la laurea.

Nel 1921 conobbe Freud a Vienna.

Durante la WWI prestò servizio nel reparto neurologico dell’ospedale militare di Nantes, dove cercò di servirsi dei metodi freudiani per psicoanalizzare i suoi pazienti. Conobbe Jacques Vaché (dadaista), di cui la strana personalità lo affascina. J. Vaché dichiarerà poi il non senso dell’arte e la futilità senza gioia di tutto per poi togliersi la vita nel 1919. La sua morte ferì profondamente Breton.

Nel 1916 si unisce al gruppo dadaista per poi allontanarsene sviluppando quel che poi chiamerà il “surrealismo”. Nel 1919 egli fonda con Philippe Soupault e Louis Argon la rivista “Littérature”.

Pubblica nel 1924 il suo “Manifeste du surréalisme”.

Negli anni ’30 pubblicò diverse collezioni di poemi.

Dal 1927 al ’35 fu membro del partito comunista francese, per poi allontanarsene perché in disaccordo con Stalin e Mosca. Resta comunque legato al marxismo.

Nel 1940, preoccupato, decide di lasciare la Francia per andare in America.

Nel 1938 fonda con Leon Trotsky (che incontrò in Messico) la Fédération de l’Art Revolutionneire Independant. Torna in Francia nel 1946 e si batte (invano) per ridonare al movimento surrealista il lustro che aveva prima della guerra.

Persegue una viva critica allo Stalinismo e s’impegna contro la guerra d’Algeria. Occupato dalla riedizione delle sue opere, s’interessa all’occultismo e ai giovani pittori che vanno a trovarlo.

Muore il 28 settembre 1966.

 Pensiero

Il Surrealismo

Movimento artistico - letterario nato ufficialmente in Francia nel 1924 per opera di A. B. Vero e proprio movimento d’avanguardia che ebbe la sua massima espansione nel periodo fra le due guerre. E’ un’evoluzione del dadaismo ma a differenza di questo attribuisce all’arte un ruolo edificante suggerito dall’interiorità dell’uomo.

Elementi sostanziali del pensiero surrealista sono la riconsiderazione della componente irrazionale della creatività umana e la volontà di esprimere, attraverso l’arte, le manifestazioni del subconscio: un rifiuto della logica umana e delle restrizioni della civiltà a favore di una totale libertà di espressione.

Il surrealismo rivaluta il sogno, l’irrazionalità, la follia, gli stati d’allucinazione, cogliendo l’essenza intima della realtà, oltre la realtà stessa per “succhiare” il midollo della vita.

Breton e i suoi colleghi credevano che la sorgente della libertà personale, sociale e politica giacesse nell’inconscio.

 Influenze

Il dadaismo, corrente di pensiero da cui si sviluppa il surrealismo, ha come obiettivo primario l’abbattere tutte le restrizioni artistiche radicate da secoli.

In seguito alla separazione da tale corrente, i surrealisti trovarono esempi dell’esplorazione della mente nel lavoro di pittori quali Hieronymus Bosch e James Ensor, scrittori come Charles Baudelaire, Arthur Rimbaud, Alfred Jarry, ma anche dai pensieri rivoluzionari di Karl Marx.

 Bibliografia e links

A. Brenton Nadja, Einaudi  1972 (Traduzione)

http://host.uniroma3.it/progetti/kant/didattica/breton.htm

http://www.clarence.com/contents/cultura-spettacolo/societamenti/autorial/breton/

http://www.girodivite.it/antenati/xx2sec/_breton.htm

http://franceweb.fr/poesie/breton.htm

http://www.larevuedesressources.org/mot.php3?id_mot=25

 
Don Lorenzo Milani PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Don Lorenzo Milani

 Citazione

(Risposta di Don Lorenzo Milani, ai cappellani militari toscani che hanno sottoscritto il comunicato dell’11-2-1965).    “Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati ed oppressi da un lato, privilegiati ed oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri”.

 Nato a Firenze il 27 maggio 1923 e morto a Firenze il 26 giugno 1967. 

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Eduard Claparède Jean Alfred PDF Stampa E-mail
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Psicologo e Pedagogista svizzero

“Tuttora l’istituto da lui fondato nel 1912 (Istituto di Scienze dell’educazione J. J. Rousseau a Ginevra) svolge una funzione d’avanguardia nella ricerca pedagogica e nella preparazione degli insegnamenti”

 Opere

  •  Psicologia del fanciullo e pedagogia sperimentale (1905)
  • C/E Giunti - G. Barbèra Universitaria 1968
  • La scuola su misura (1920)
  • La Nuova Italia, Firenze, 1972.
  • L’educazione funzionale (1931)

Vita
Eduard Claparède nasce a Ginevra il 24 marzo 1873 e muore il 29 settembre 1940. Figlio di un pastore protestante (appassionato in particolare alla storia del protestantesimo); cresce in una famiglia protestante la quale influenzerà sostanzialmente il suo pensiero. Claparède ha un fratello intellettuale ed uno filantropo (appartenente al mondo operaio ginevrino). Claparède ebbe al suo attivo studi in scienze (Facoltà di Scienze di Lipsia nella quale frequentò un laboratorio di psicologia), neurologia e psicologia (Ginevra).

Egli fondò nel 1912 in collaborazione con altri due psicopedagogisti (Bovet, Ferriere) l’Istituto di Scienze dell’Educazione Jean Jaques Rousseau, specializzato in ricerche di psicologia dell’età evolutiva (dedicato al suo concittadino J.J. Rousseau). L’Istituto nacque per assicurare agli insegnanti la preparazione scientifica necessaria, al fine di poter praticare proficuamente la sperimentazione in campo educativo. Dal 1915 insegnò psicologia sperimentale all’Università di Ginevra, concentrando i suoi interessi sulla psicologia applicata all’educazione.  

Pensiero

Una costante della concezione pedagogica di Claparède è il continuo richiamo scientifico e sperimentale alla ricerca psicologica e didattica. Egli era convinto che la positività di una azione educativa e didattica dipendesse dalla preparazione psicologica e dallo spirito scientifico degli educatori. Secondo Claparède va combattuta e superata la didattica delle scuole fondate essenzialmente su opinioni filosofiche ed etiche, dando agli insegnanti i metodi idonei per organizzare ed analizzare le esperienze, i fatti, i fenomeni e per attuare un insegnamento sperimentale individualizzato. Il suo metodo proposto per risolvere i problemi che si presentano all’educatore propone uno studio approfondito dei fatti attraverso:

  • Metodi di indagine o di ricerca.
  • Metodi di misurazione o quantificazione.
  • Metodi di interpretazione

I metodi di indagine o ricerca si dividono principalmente in due gruppi: generali e speciali. 

Nei generali troviamo:

  • L’introspezione, cioè la descrizione da parte dei fanciulli dei fatti coscienza.
  • L’estrospezione, cioè l’analisi del comportamento e della produzione operativa del fanciullo.
  • L’osservazione e sperimentazione, può essere condotta all’insaputa del fanciullo.
  • Ricerca di laboratorio personale su singoli o gruppi.
  • Metodo genetico, osservazione dello sviluppo psichico del fanciullo.
  • Metodo patologico, osservazione della devianza.
  • Metodo comparativo, che si avvale della scienza statistica.
  • Metodi tecnici psicometrici, metodi di misurazione dell’intelligenza.
  • Analisi e sintesi, studio dei fattori che compongono la situazione complessa 

Nei metodi speciali troviamo:

  • profili psicologici
  • tavole di centillaggio
  • psicodrammi 

Secondo Claparède la misura è lo strumento essenziale della ricerca scientifica. Solo misurando due fenomeni in circostanze diverse, si può stabilire se esiste una certa relazione tra essi. La psicologia è la scienza che opera misurazioni, ci?o non tanto per il piacere di misurare ma piuttosto per analizzare.

I metodi di interpretazione proposti da Claparède si riferiscono ai processi psichici infantili, egli puntualizza alcuni aspetti della concezione funzionale della vita psichica. L’insegnante nel momento di interpretare il comportamento e l’attività dei fanciulli, deve tenere presente che esiste una differenza strutturale tra questo e l’adulto. Per suscitare nel ragazzo il bisogno della scuola, Claparède si avvale del bisogno di giocare che sfrutta come mediatore tra la vita dello scolaro ed il programma scolastico. L’obiettivo era quello di realizzare una scuola di vita nella quale si formavano attitudini sociali e comportamenti positivi di reciprocità Egli teorizzava che la scuola doveva assomigliare ad un laboratorio scientifico dove ognuno è impegnato a produrre la sua ricerca secondo un interesse collettivo ed uno di spirito di cooperazione. 

Le tappe fondamentali del processo educativo della Scuola Attiva sono:

  1. Il risvegliarsi di un bisogno, interesse, desiderio; ponendo lo scolaro nella situazione adatta a suscitare questo bisogno
  2. Sviluppo dell’azione; con attività atte a soddisfare il bisogno del fanciullo
  3. Apprendimento di conoscenze; attraverso il controllo dell’azione stessa, per condurla al fine che l’insegnante si era preposto

La scuola deve ispirarsi, secondo Claparède, ad una concezione funzionale dell’educazione e dell’insegnamento. Il fondamento dell’educazione funzionale prevede il fanciullo come centro dei programmi, dei metodi scolastici, quindi funzionale perchè in funzione dell’allievo, il più possibile individualizzata ma non individuale. Alla base dell’educazione deve esserci non il timore del castigo o il desiderio della ricompensa, ma l’interesse. L’educazione deve tendere a sviluppare funzioni intellettive  e morali, più che  a riempire le menti di cognizioni che rimangono morte senza riferimento alla vita: quindi la scuola deve essere un laboratorio più che un uditorio. L’insegnante non deve essere un onnisciente incaricato di riempire le menti di cognizioni ma deve il più possibile stimolare gli interessi ed adeguarsi alla personalità, ai bisogni, alle esigenze dell’allievo. Ciò implica la formazione soprattutto psicologica degli insegnanti di tutti i gradi scolastici. È necessario che la scuola tenga conto delle attitudini individuali; per questo accanto ad un programma comune ed obbligatorio per tutti con materie indispensabili, gli alunni devono scegliere un certo numero di materie che potranno approfondire mossi dal loro interesse. Infine un altro punto caratterizzante la concezione funzionale di Claparède è che era necessaria una revisione profonda del sistema di esami e della valutazione, quest’ultima deve essere fatta sulla base dei lavori individuali eseguiti durante l’anno scolastico.

La scuola su misura secondo Claparède deve soddisfare le esigenze del soggetto educando, attraverso processi apprenditivi talvolta anche individualizzati. Mentre nella scuola tradizionale gli studenti sono obbligati a seguire le stesse lezioni, gli stessi programmi materie e metodi d’insegnamento; nella scuola ideale o su misura, l’alunno può liberamente scegliere una serie di attività predisposte dall’insegnante, che stimolino il suo sviluppo intellettuale, sociale, morale, promovendo appieno la sua personalità (giusto uso della libertà). 

Claparède propone una alternativa al sistema scolastico tradizionale fondata su quattro diversi modelli di organizzazione:

  1. Le classi parallele ed omogenee: quando il numero degli alunni lo permette, si suddivide la classe in allievi brillanti e allievi lenti nell’apprendimento.
  2. Le classi mobili o senza classi: permette di far seguire all’allievo lezioni di grado diversi, secondo le sue abilità nella specifica materia.
  3. Le sezioni parallele: permette di scegliere l’indirizzo in base alla capacità individuale.
  4. Il sistema delle opzioni: quello che risponde al massimo alla scuola su misura, sarà quello che permetterà ad ogni alunno di raggruppare, il più liberamente possibile, gli elementi favorevoli allo sviluppo delle sue attitudini speciali. Esso è applicabile soprattutto agli istituti superioni ed è basato sulla diminuzione delle ore settimanali (massimo 20 ore). La metà delle ore da destinare a materie comuni a tutti, l’altra a scelta dell’alunno con esercitazioni, e studi speciali.
L’immagine di scuola che ne esce, ha le tipiche caratteristiche di un “prodotto di laboratorio”, difficilmente applicabile anche al sistema scolastico del tempo, alla vita sociale ed al progetto educativo. Nonostante il grande impegno assunto da Claparède, quello che ci resta non è la proposta pedagogica concreta, ma l’abito mentale scientifico che deve accompagnare l’educatore della formazione. 

Influenze
Si rileva l’influenza che ebbe la confessione religiosa protestante sul pensiero di Claparède, in particolare la rettitudine morale come colei che dona senso alla vita. La sua psicologia s’ispira a una concezione biologica evoluzionistica (Darwinismo). La sua concezione biologica dell’uomo lo porta a focalizzare quello che sono i bisogni, gli istinti, l’interessi umani, attribuendo loro un punto di partenza per l’evoluzione dell’individuo. Claparède fu psicologo e pedagogista sperimentale, egli faceva capo alla Scuola Attiva, una corrente innovativa sulla ricerca nei metodi, nella didattica, avvalendosi della sperimentazione scientifica rivolgendosi a ceti sociali più vasti.

Tra i numerosi studiosi allievi di Claparède ritroviamo Jean Piaget. In seguito, Piaget gli successe nella direzione dell’Istituto delle Scienze e dell’Educazione dell’Università di Ginevra. 

Glossario 

Educazione funzionale

Nella pedagogia di Claparède, la stessa attività pedagogica deve essere funzionale al raggiungimento di un equilibrio tra le attitudini dell’educando e le esigenze, nonché i condizionamenti dell’ambiente

Scuola

 laboratorio

Secondo Claparède, l’educazione deve tendere a sviluppare funzioni intellettive e morali, più che a riempire le menti di cognizioni che rimangono morte senza riferimento alla vita: quindi la scuola deve essere un laboratorio più che un uditorio

Le cose che tutti devono sapere

Claparède fondò l’istituto J. J. Rousseau a Ginevra, il quale svolge ancora oggi una funzione d’avanguardia nella ricerca pedagogica e nella preparazione degli insegnamenti.

La proposta pedagogica di Claparède ha influenzato in modo rilevante il movimento di rinnovamento scolastico che si richiama ai metodi attivi (a cavallo tra il XXI e XX sec.).

Secondo la dottrina di Claparède, nel bimbo deve essere stimolato l’interesse per le cose (come il gioco, in lui innato), si tratta di sfruttare questo interesse in modo funzionale agli scopi d’apprendimento che si sono prefissi.

 Siti WEB, fonti

http://www.filosofico.net

 

 
Augusto Boal PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Augusto Boal 

Citazioni

"Tutti i giorni sono movimentati millecinquecento miliardi di dollari in scala mondiale e solo uno per cento di questi servono alla creazione di ricchezze" ci informa Le Monde Diplomatique; "il resto, il 99 per cento sono per azioni speculative che cercano soltanto il profitto. Questa cifra astronomica è così "moderna" come il pagamento del debito esterno... senza un controllo dei paesi che lo pagano. Ma la crudeltà del potere imperiale ha la barba bianca."

 "In un mondo di odio e di rancore, di spinte violente e azioni brutali, la Bontà è un invenzione umana, non nasce spontanea come i fiori selvaggi. Deve essere insegnata e imparata... ma l'essere umano è un cattivo maestro e un pessimo allievo. Questa è la nostra vasta, immensa missione: dobbiamo allontanarci dalla nostra natura selvaggia e creare una cultura in cui la bontà sia possibile e la solidarietà un fatto godibile da tutti."

 "La commercializzazione è la fine dell'arte..."

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