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Gesti e comunicazione non verbale PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio P.   

Introduzione

 L'individuo possiede una competenza fondamentale presente nel suo stesso esistere: la capacità di comunicare. Per uno sviluppo delle relazioni umane la comunicazione è indispensabile e determinante: è, infatti, il veicolo principale delle idee dei sentimenti. Secondo la definizione classica la comunicazione è lo scambio di un messaggio/informazione tra un emittente e un ricevente, il cui esito è influenzato dall'utilizzo di un codice, di un canale e di mezzi adeguati di trasmissione. C'è una proprietà del comportamento che difficilmente potrebbe essere più fondamentale e proprio perché è troppo ovvia spesso viene trascurata: il comportamento non ha un suo opposto. Non esiste un qualcosa che sia un non-comportamento, non è possibile quindi non avere un comportamento. Ora, se si accetta che l'intero comportamento in una situazione di interazione ha valore di messaggio, vale a dire è comunicazione, ne consegue che comunque ci si sforzi, non si può non comunicare. I gesti, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri e gli altri a loro volta non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro.

Ogni comportamento è comunicazione. (Watzlawick La Pragmatica della comunicazione umana)

L'individuo per comunicare utilizza due diverse forme di linguaggio: quello verbale e quello non verbale.

Questo breve lavoro vuole affrontare il secondo aspetto: il gesto e la comunicazione non verbale.

Avere dimestichezza con i messaggi del corpo è fondamentalmente utile a chiunque, dal momento che si tratta di una forma che ci consente di migliorare il nostro rapporto con gli altri e la conoscenza di noi stessi.

 

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Teoria sulla sorveglianza: il PANOTTICO PDF Stampa E-mail
Scritto da Educaweb   

Teoria sulla sorveglianza: il PANOTTICO

Il PANOTTICO fu proposto come un modello di prigione da Jeremy Bentham (1748-1832), un filosofo utilitarista e teorico della riforma legale britannica.

  Il panottico  ("vedere tutto") funzionò come una macchina di sorveglianza concepita con la forma di un orologio. Il suo progetto assicurò che nessun prigioniero non potesse mai vedere il guardiano che conduceva la sorveglianza dall'ubicazione centrale e privilegiata all'interno della configurazione radiale. Il prigioniero non poteva mai sapere quando lui era sorvegliato (questa situazione provocava una situazione di incertezza mentale) che in se stesso proverebbe essere un strumento cruciale di disciplina. 

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Biologia delle emozioni e delle passioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Biologia delle emozioni e delle passioni

Claude Bernard (1813 – 1878) fu un medico francese che definì il luogo interno del corpo umano come milieu interieur, uno spazio di comunicazione sia verso l’interno che verso l’esterno. 

Di notevole importanza per la nostra analisi sono anche gli studi di Nicola Pende, fondatore in pratica della moderna endocrinologia.  Pènde (Nicola), patologo e clinico italiano (Noicattaro, Bari, 1880 - Roma 1970). Insegnò clinica medica alle università di Messina, Cagliari, Bari, Genova, quindi patologia medica a Roma. Studioso di endocrinologia sviluppò in senso endocrinologico la classificazione delle varie costituzioni puntualizzando le correlazioni tra le strutture somatiche e l'attività psichica. Distinse due tipi fondamentali, il brevilineo ipotiroideo, con predominio del parasimpatico, poco emotivo e bradipsichico, e il longilineo ipertiroideo, con predominio simpatico, emotivo e tachipsichico, fra i quali è però compresa una varietà di tipi intermedi tale da renderne difficile la classificazione.
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“Lettera aperta a un apprendista stregone” di Aldo Carotenuto PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

“…Sicchè la tua scelta è proprio tua; nasce da un tuo bisogno, antico, precocissimo. Non un’offesa o una violenza, ma qualcosa che ti è stato negato-che agli albori della vita è la violenza più devastante; una lacuna, un vuoto, la mancanza di un elemento essenziale nella tua dieta affettiva…Insomma un non-evento della tua personale preistoria, che però ha lasciato una traccia indelebile nella tua personalità allora in formazione.

Non una cicatrice, ma una ferita ancora aperta, non rimarginata. Ma tu sai, caro il mio Apprendista Stregone, che a proposito di quella ferita io mi servo volentieri di un gioco di parole, peraltro assolutamente legittimo sul piano etimologico: è una “ferita”, ed è una “feritoia”, un minuscolo varco che ti consente di tenere d’occhio il tuo mondo interiore, di scrutare ed indagare la parte più misteriosa e segreta di te stesso, la parte “sommersa”…quello che ti aspetti dalla professione che hai scelto somiglia in maniera impressionante a quello che si aspetteranno i tuoi futuri pazienti da te…In realtà quello che inconsapevolmente ci chiedono è di essere aiutati a crescere. Che poi è esattamente quello che ti aspetti anche tu dalla professione che hai deciso di abbracciare per chiudere finalmente quel famoso conto aperto in età precocissima…Ma attenzione io ho parlato di “crescere” e non di “guarire”. Non augurarti la guarigione. Perché se davvero la tua ferita-feritoia dovesse richiudersi, a quel punto non ti resterebbe che cambiare mestiere…”

 
Da: “Lettera aperta a un apprendista stregone” di Aldo Carotenuto

 
Benvenuto in EducaWEB PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio P.   

Caro surfer, benvenuto nella Homepage di EducaWEB, un sito tra tanti, che vuole parlare del mondo sociosanitario ed educativo in modo serio ed impegnato, di chi crede, come me, in questo lavoro, sempre più complesso ed impegnativo. 

EducaWEB.altervista.org nasce dall'esperienza maturata nel sito www.geocities.com/fabiopeloso  (21mila visite sino a ottobre 2007) ad impronta infermieristico / psichiatrica, nato con il desiderio di raccogliere gli appunti redatti durante la mia formazione come infermiere in psichiatria. Se mi vuoi contattare con SKYPE il mio nominativo è fabio.peloso.

Ora, a distanza di qualche anno, in seguito ad una formazione aggiuntiva come educatore sociale, ho pensato di mettere on-line pensieri, riflessioni ed appunti scolastici per creare un terreno di discussione ed approfondimento su tematiche molto ampie. Si tratta di un sito aperto a tutti coloro vorranno collaborare con pensieri, provocazioni e riflessioni su un mondo che non può rimanere ancora sommerso o confuso con termini vocazionali in uso nel XIX secolo.

L'accesso come UTENTE REGISTRATO, permette la visione dei contenuti nella sezione DOWNLOAD. La PASSWORD generata dal sistema automaticamente, risulta sconosciuta all'AMMINISTRATORE del sito. É importante indicare una e-mail corretta: riceverete nella casella di posta elettronica un link al sito dove poter attivare l'accesso come utente registrato. Se perdete la password potete richiederla ed il sistema che ve ne invierà una nuova, anch'essa sconosciuta all'amministratore. Buona navigazione!

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Resilienza PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

RESILIENZA

 http://66.34.95.89/Editoriali/Fiorentini/resilienza.htm

“Ogni persona brilla con luce propria fra tutte le altre. Non ci sono due fuochi uguali, ci sono fuochi grandi, fuochi piccoli e fuochi di ogni colore. Ci sono persone di un fuoco sereno, che non sente neanche il vento, e persone di un fuoco pazzesco, che riempie l´ aria di scintille. Alcuni fuochi, fuochi sciocchi, né illuminano né bruciano, ma altri si infiammano con tanta forza che non si puó guardarli senza esserne colpiti, e chi si avvicina si accende”.

 Eduardo Galeano

 Cosa significa Resilienza? Questa parola non é molto conosciuta  perció conviene andare a consultare il vocabolario.

Diccionario Enciclopédico Salvat (Salvat Editores, Madrid, 1973): Fisica, resistenza che pongono i corpi, specialmente i metalli, alla rottura per urti o colpi.

Lo Zingarelli (Zanichelli, Milano, 1995): Capacità di un materiale di resistere a urti improvvisi senza spezzarsi.

resilienza /resi'lj-ntsa/ (reƒsiƒlienƒza) s.f. + [1855; der. di resili(ente) con –enza] 1 + tecn., capacità di un materiale di resistere a deformazioni o rotture dinamiche, rappresentata dal rapporto tra il lavoro occorrente per rompere un'asta di tale materiale e la sezione dell'asta stessa: indice, valore di r. 2 + tess., capacità di un filato o di un tessuto di riprendere la forma originale dopo una deformazione „ (19). GDU - UTET

   Se consideriamo questo concetto in rapporto alle Scienze Sociali, possiamo dire che “la resilienza corrisponderebbe alla capacità umana di affrontare le avversità della vita, superarle e uscirne rinforzato o, addirittura, trasformato” (Grotberg, 1996).

 Da questo punto di vista la parola viene associata sempre con tensione, stress, ansietà, situazioni traumatiche che ci colpiscono durante la nostra vita. Gli esperti segnalano che si tratta di qualcosa che corrisponde alla natura umana, ma che non sempre si mette in atto e, anche se a volte si attiva, non sempre riesce a generare situazioni positive. Questa misteriosa possibilità ha una base innegabile, e cioè, l´evidenza che gli elementi costitutivi della resilienza sono presenti in ogni essere umano e la loro evoluzione accompagnerà le diverse fasi dello sviluppo o del ciclo vitale dell’uomo: sarà un comportamento intuitivo durante la infanzia, poi si rinforzerà fino ad essere volitivo nella adolescenza, e dopo ancora sarà completamente incorporato alla condotta propria dell’età adulta.

 La resilienza é più della semplice capacità di resistere alla distruzione proteggendo il proprio io da circostanze difficili, é pure la possibilità di reagire positivamente a scapito delle difficoltà e la voglia di costruire utilizzando la forza interiore propria degli essere umani. Non é solo sopravvivere a tutti i costi, ma é avere la capacità di usare l´ esperienza nata da situazioni difficili per costruire il futuro. 

   Le caratteristiche della resilienza sono sette: 

  1.  “insight” o introspezione: la capacità di esaminare sé stesso, farsi le domande difficili e rispondersi con sincerità
  2. Indipendenza: la capacità di mantenersi a una certa distanza, fisica e emozionale, dei problemi, ma senza isolarsi
  3. Interazione: la capacità per stabilire rapporti intimi e soddisfacenti con altre persone.
  4. Iniziativa: la capacità di affrontare i problemi, capirli e riuscire a controllarli.
  5. Creatività: la capacità per creare ordine, bellezza e obbiettivi partendo dal caos e dal disordine.
  6. Allegria: disposizione dello spirito all’allegria, ci permette di allontanarci dal punto focale della tensione, relativizzare e positivizzare gli avvenimenti che ci colpiscono.
  7. Morale: si riferisce a tutti i valori accettati da una società in un’epoca determinata e che ogni persona interiorizza nel corso della sua vita.

   Anche nell’area della psicologia é stato adottato il concetto di resilienza, in un primo momento nel contesto individuale, e dopo, la sua inclusione nella strategia del lavoro socio-comunitario ha ampliato grandemente la sua importanza, permettendo la sua applicazione in diversi campi dello sviluppo umano.

   In ultimo, anche la Teoria Sistemica ha considerato che la resilienza sarebbe di grande aiuto durante il processo di assistenza alla famiglia, dato che la si considererebbe come “la capacità che ha un sistema per resistere i cambiamenti provocati dall’esterno, per sovrapporsi e superare queste crisi, approfittando il cambiamento qualitativo e mantenendo la coesione strutturale attraverso il processo di sviluppo” (Hernandez Córdoba, 1997). La flessibilità nell’adattamento e nell’ azione é un altro principio base partecipe dell’evoluzione, tanto a livello di ogni singolo come del sistema totale, tenendo conto che, come é stato detto prima,  la vita si esprime e si sviluppa per mezzo dei cambiamenti e del progressivo aumento della sua complessità.

    Principalmente durante una crisi la famiglia trasforma la sua struttura, coesiste per resistere la tempesta: non sa quanto può durare quella energia. Deve trovare fattori interni ed esterni che possano aiutarla per diventare meno vulnerabile e impedire che la crisi aumenti di proporzione, in principio, e dopo superarla in modo che possa affrontare una ristrutturazione del sistema,  che possa uscirne rinforzata e possa trasformarla in un elemento utile al cambiamento e alla crescita positiva.

    La resilienza é un fattore che può essere accresciuto durante l´ infanzia, nelle diverse tappe dello sviluppo, a mezzo dello stimolo delle aree affettiva, cognitiva e del comportamento, sempre d´ accordo con l’età e il livello di comprensione delle diverse situazioni di vita. Il periodo che va dalla nascita fino alla adolescenza sarebbe quello piú opportuno per svegliare e sviluppare questa qualità interiore che permette di affrontare le avversità.

    Riassumendo possiamo dire che la resilienza é la capacità umana per affrontare gli avvenimenti dolorosi e risorgere dalle situazioni traumatiche, principio storicamente dimostrato nei momenti di stragi mondiali e di genocidi provocati dall’uomo. Ci sono poi possibilità di sviluppo della resilienza, quelle che sono comprese nelle risorse personali e  sociali, in stato di latenza,  in ogni individuo. Tra queste possiamo nominare: l´ autostima positiva, i legami affettuosi significativi, la creatività naturale, il buon umore, una rete sociale e di appartenenza, una ideologia personale che consenta di dare un senso al dolore, in modo da diminuire l’aspetto negativo di una situazione conflittuale, permettendo  soluzioni di alternative davanti alla sofferenza.

     Da una prospettiva psicosociale, si può arrivare a concludere che la resilienza può venire incontro al lavoro sociale e psicologico a livello di: prevenzione, riabilitazione, collaborazione in educazione, assistenza alle famiglie e ai diversi gruppi sociali, perché non attinge la sua forza soltanto dalle condizioni  naturali degli individui, ma abbisogna pure di un aiuto esterno e di un ambiente che faciliti e appoggi uno sviluppo personale positivo e ricco in esperienze conducenti verso un apprendimento vitale.

    L´ obbiettivo di questo articolo é quello di incominciare a diffondere il concetto di resilienza per contribuire alla comprensione del fatto che ogni persona possiede questa caratteristica ma da tutti noi dipende che possa essere sviluppata, se ci concediamo mutualmente la possibilità di farlo.

 DOTT.SSA AURORA FIORENTINI

BARILOCHE - ARGENTINA       

 
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